Omniavulnerant
Distopie della vision.
lunedì 24 marzo 2025
Sì vis bellum sparapallum
La citazione latina "Si vis pacem, para bellum" significa "Se vuoi la pace, prepara la guerra". Questa frase è comunemente attribuita al giurista e storico romano Flavio Vegezio, che la incluse nel suo trattato "Epitoma rei militaris", scritto nel IV secolo d.C. L'idea espressa nella citazione sottolinea l'importanza della preparazione militare come deterrente per i conflitti, suggerendo che essere pronti alla guerra è una condizione per mantenere la pace.
On Thursday, Roberto Benigni gave a passionate but superficial speech on European unity. Giornale di Vicenza published an editorial by Federico Guiglia, criticizing the March 18 parliamentary debate and discussing the European Council’s focus on Ukraine and EU defense. Meloni, accused of weak Europeanism, controversially attacked the Ventotene Manifesto to deflect from military rearmament discussions.
The next day, Antonio Troise highlighted the EU’s €800 billion defense plan, warning it remains an empty shell without financial reforms. Giornale di Vicenza urged private investment due to high public debt. Federalist Davide Squazzardo criticized Meloni’s nationalist stance.
Figures like Rampini, Veltroni, and Gruber defended rearmament, while Romano Prodi, at a Vicenza conference, criticized both Meloni and Schlein. He argued Europe must ensure its own defense, stating a united military could have deterred Putin. The event ended with a symbolic visit to Altiero Spinelli’s tomb.
domenica 23 marzo 2025
sceneggiata Ventotene
Giovedi sera un Roberto Benigni ancora empatico ma invecchiato e superficialmente informato ha tenuto un’ora e mezza di comizio televisivo. Il tema era il sogno della Europa Unita. Oggi il Giornale di Vicenza, che andava in stampa proprio nelle ore del comizio, pubblica un fondo di Fedderico Guiglia decicato al medesimo tema. L’articolo parte commentando il dibattito parlamentare condotto alla Camera dei Deputati il 18 Marzo definendolo uno scontro politico surreale. Si riferisce poi alla riunione del Consiglio Europeo prevista per oggi centrata a suo dire sul presente in Ucraina e sul futuro della difesa europea. Riprende quindi l’iniziativa della Meloni che, accusata di scarso europeismo dalle opposizioni, ha preso in mano criticamente il Manifesto cercando una polemica il cui rumore copra eventuali polemiche sul riarmo. Cita l’abolizione della proprietà privata prospettata dal manifesto stesso.
Ma gia il giorno dopo Il riarmo UE è denso di incognite, dice il fondo del Giornale di Vicenza di venerdì firmato da Antonio Troise. L’Europa, scrive costui, è vissuta per settant’anni sotto la protezione USA col risultato di essersi disinteressata della difesa. Ora finalmente viene dato via libera ad un progetto che impegna 800 miliardi di euro anche sfidando il potente alleato americano. E la risposta riarmista dal vertice di Bruxelles ne rappresenta un forte segnale. Una scatola però che al momento è ancora vuota in attesa di archiviare le politiche di austerity. Beh, insomma mai dire mai. Ora è lo stesso Giornale di Vicenza in prima pagina a sollecitare l’archiviazione di una politica che ai tempi della crisi greca nel nome di Draghi ci veniva presentata come una sorta di religione. Bisogna però sollecitare con forza l’intervento di capitali privati visto l’alto debito pubblico che ci vincola. Bisogna anche decidere sui “modi e sulla governance del progetto”.Sempre il GdiVi dà anche la stura agli articoli dei lettori tra i quali il segretario della SEZIONE Alto Vicentino del Movimento Federalista Europeo. La firma è di Davide Squazzardo il quale si dichiara segretario di tale sezione e continuatore dell’opera di Altiero Spinelli e pertanto indignato dalle parole di Giorgia Meloni. La Meloni alla Camera aveva attaccato il manifesto ventotenico citando un passo in cui si sarebbe invocata la creazione di un partito rivoluzionario di matrice socialista. Ma, spiega il nostro federalista, in realtà già nel 1943 “dopo la fuga da Ventotene i padri fondarono un movimento apartitico. Quel messaggio torna attuale oggi che ritornano a scalpitare i nazionalismi. E conclude con una solenne critica alla Meloni per non saper svolgere il ruolo decisivo di questa fase ovvero quello di “contribuire in modo sostanziale alla costruzione dell’unita politica federale dell’Europa”. La strada della Meloni ci porta ad un vicolo cieco. I pezzi da novanta sono poi scesi in prima linea. Federico Rampini, Valter Veltroni e Lilli Gruber spiccano sul Corriere della Sera, quest’ultima sul settimanale 7, per sostenere che il riarmo è un passo necessario e non è in contrasto con la pace.
Il colpo grosso lo fa comunque Prodi il sabato successivo. Egli partecipa ad una conferenza organizzata a Vicenza presso il Liceo Quadri dalle organizzazioni dei Medici per l’Africa, il CUAMM ecc. accompagnato da Stefano Fracasso. Il Giornale di Vicenza 23 marzo gli dedica un paginone dove dice che Meloni sbaglia su Ventotene ma sbaglia anche la SCHLEIN. Il servizio è firmato da Roberta Labruna la quale attribuisce alla Schlein il fatto di aver schierato il PD contro il riarmo in contraddizione con il voto, seppur spaccato, del gruppo parlamentare europeo mentre attribuisce a Prodi la dichiarazione secondo la quale di fronte alle dichiarazioni di Trump all’UE non resta che provvedere alla difesa da sè stessa. Inoltre il riarmo di ogni singolo paese è solo la premessa alla successiva creazione di un esercito europeo. Meloni ha utilizzato la questione Ventotene per sviare l’attenzione dalle divisioni interne alla maggioranza. Infine la dichiarazione di Prodi è che “Si è chiuso l’ombrello americano e bisogna aprire un altro ombrello che sarà efficace solo sotto un ombrello comune. Se avessimo avuto la difesa comune europea Putin non avrebbe mai attaccato l’Ucraina.” Alla fine della fiera una commossa delegazione si e recata a pregare davanti alla tomba di Altiro Spinelli.+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++On Thursday, Roberto Benigni gave a passionate but superficial speech on European unity. Giornale di Vicenza published an editorial by Federico Guiglia, criticizing the March 18 parliamentary debate and discussing the European Council’s focus on Ukraine and EU defense. Meloni, accused of weak Europeanism, controversially attacked the Ventotene Manifesto to deflect from military rearmament discussions.
The next day, Antonio Troise highlighted the EU’s €800 billion defense plan, warning it remains an empty shell without financial reforms. Giornale di Vicenza urged private investment due to high public debt. Federalist Davide Squazzardo criticized Meloni’s nationalist stance.
Figures like Rampini, Veltroni, and Gruber defended rearmament, while Romano Prodi, at a Vicenza conference, criticized both Meloni and Schlein. He argued Europe must ensure its own defense, stating a united military could have deterred Putin. The event ended with a symbolic visit to Altiero Spinelli’s tomb.
lunedì 10 marzo 2025
Floriano
Sentite condoglianze alla famiglia Soldà. Floriano è stato un caro, carissimo compagno grazie per tutto ciò che ha fatto sempre con sincera semplicità e dedizione. Lo ricorderò sempre.
Ci ha lasciato un compagno generoso e coraggioso che ha dedicato gli anni migliori della sua vita alla causa dei lavoratori spinto da quel rovello interiore che ci fa considerare intollerabili le ingiustizie del mondo. L'avevo conosciuto nel lontano 1972 quando assai giovane fui catapultato a Valdagno proveniente dalla mia Romagna rossa. Floriano divenne per me una indispensabile guida per conoscere usi e costumi della mia nuova terra, cultura della della classe operaia della Marzotto che qualche anno prima era stata protagonista dell'avvenimento topico del Sessantotto operaio. Divenne presto il mio fratello maggiore che dopo un turno in fabbrica ne faceva quasi un'altro in Camera del Lavoro allora collocata sulla salitella di via Festari. In sostanza Floriano non era solo il delegato del 'Ritorto' ma un leader operaio a tutto tondo, dotato cioè di quella cultura che teneva insieme il dramma del colpo di stato fascista in Cile e i carichi di lavoro in Filatura come gli aveva trasmesso il nostro comune maestro Gildo Palmieri. In questi giorni parlando di te, caro Floriano, mi sono ricordato di quando, molti anni dopo, mi hai chiamato a Venezia per una rimpatriata sul Mucion con tanti vecchi compagni. Una serata straordinaria...Ci sarà tempo e modo per ricordarti adeguatamente non solo per costudire il ricordo di quanto ci hai insegnato ma anche per rielaborarlo in una motivazione etico- morale a fondamento del nostro agire sociale e politico in quest'epoca cosi buia senza mai perdere la speranza. (Ricordo di Oscar Mancini, segretario CGIL VI0
lunedì 3 marzo 2025
il problema per la PACE non è Trump
Trump/Zelensky
Chi ha visto la rissa televisiva con Trump ha visto con chiarezza che Zelensky non vuole la pace. Può avere ragione o torto ma non cambia che è LUI quello che non vuole la PACE, Pertanto il problema non è Trump come non è Putin. Si tratta invece di una questione che ha due facce, una si chiama Zelenzky e l’altra Macron. Da questo stallo non si può più uscire senza dare soddisfazione a due precise condizioni ovvero l’Ucraina mai nella NATO e nuovi confini internazionalmente riconosciuti.
Il colloquio di 49 minuti in diretta televisiva ha mostrato con chiarezza che Zelensky non vuole il cessate il fuoco proposto da Trump come premessa per una successiva trattativa che definisca i nuovi confini. Quest’ultima trattativa spetta alle due parti direttamente in conflitto ovvero Russia e Ucraina. Nessun altro. Si tratta di una sequenza ineludibile articolata in due distinti momenti:fase uno cessate il fuoco e fase due nuovi confini. Nella prima fase i soggetti trattanti possono prescindere dalla partecipazione di Zelensky il quale ha il mandato scaduto e potrebbe utilizzare il tempo rimanente per ridefinire la leadership interna alla Ucraina. Si tratterebbe di una trattativa tra Russia e USA in quanto “forza occupante” la prima e “forza di comando della NATO” la seconda. Il mediatore ospitante potrebbe essere Erdogan che è della NATO. La seconda trattativa dovrebbe svolgersi DOPO e ALLA LUCE della prima e se fallisse creerebbe uno status quo de facto del quale la comunità internazionale dovrebbe prendere atto. Altrimenti, in una ipotetica futura trattativa, la Russia chiederà di più. Ogni scenario alternativo, come quello delineato a Londrs. è solo una ipocrisia retorica.
Il secondo problema è tutto europeo e si chiama Macron. Costui è stato politicamente delegittimato dalle recenti elezioni francesi e punta ad una leadership franco tedesca sfruttando il precario successo di Merz. Macron ha due carte da spendere per convincere la UE/GB ad adottare un piano di autonomizzazione militare dell’Europa ovvero la bomba atomica e il potere finanziario multinazionale di cui il suo curriculum è espressione. Se ci mettiamo nelle sue mani mandiamo i nostri figli a morire su quel confine che potremmo già oggi sancire in cambio della PACE. ========================================================================================================================================================================================================================================== Zelensky rejects the ceasefire proposed by Trump, leaving negotiations to Russia and the U.S. Macron pushes for a militay autonomous Europe risking the EU's envolvenent in new conflicts.
domenica 16 febbraio 2025
Hitler ridens
Oggi il fondo di Marino Smiderle con i suoi “Americani più lontani dall’Europa” non risulta meno minestronico di quanto non sia stato YUROP ieri. Comincia ammettendo che il patto di Varsavia è nato nel 55 mentre la NATO era già nata nel ’49 ma trova il modo di dirci che essi sono arrivati quieti quieti a Vicenza per mettere i missili in risposta ai paesi socialisti dell’Est. Quindi passa in rassegna tutte le americanate vicentine passando dai bombardamenti balcanici al Dal Molin fino a quando nel 2007 il turnista Turigliatto fece cadere Prodi dopo la marcia dei 100mila vicentini contro tale progetto. E tutto questo per spiegarci che “una volta erano gli americani a chiederci maggiore intervento sullo scenario europeo” mentre oggi il mondo va alla rovescia eTrump è pronto a firmare un accordo con Putin senza neanche degnare di uno sguardo Bruxelles. Poi però ridà ragione a Trump dicendo che l’Europa “se l’è cercata” facendo la furba sui finanziamenti militari alla NATO medesima. Ed infine conclude che “i comunisti e Putin ringraziano”. Brillante. Evvai ========================================================================================================================================================================================================================================================================================================= A great gold medal reporter today critiques U.S.-Europe relations, highlighting NATO's origins, American military presence in Vicenza, Trump-Putin dynamics, and Europe’s NATO underfunding, concluding sarcastically: “Communists and Putin thank you.”
sabato 15 febbraio 2025
L'UE alla frutta con Trump che se la ride
Il delfino di Langley, ci sciorina oggi sul GdiVI un pistolotto sulla crisi dell’ UE che si svolge in questi giorni a Monaco. Il titolo del pezzo sembra accattivante ma contiene già l’errore di fondo di questa analisi abbastanza superficiale e minestronica. L’articolo infatti descrive una Europa che torna sulla scena “ma non da protagonista” bensì “da preda” perché sotto attacco dai dazi di Trump, dai satelliti di Musk, gli attacchi sottomarini e il cyberspionaggio russo. Per non farci poi mancare l’aggressivo dumping cinese. Insomma l’europa è in difficoltà perché c’è un attacco concentrico che viene dall’esterno. In realtà la UE (che non è essa stessa l’Europa ma solo un gigantesco tumore burocratico che pretenderebbe di rappresentarla), sta vivendo una crisi tutta interna. Ha una leadership delegittimata dai processi politici in atto (vedi Germania e Francia) ma soprattutto dal fatto che ha perso la guerra ucraina. Una guerra per procura dove ha mandato armi e tanta, tanta propaganda. Al punto che se ne ritrova ora completamente intossicata e incapace di vedere la realtà. L’europa di Monaco non è più una preda per nessuno. È stata scaricata da tutto il teatro geopolitico internazionale e non conta niente. Le orchestrine Titaniche non sono 27 ma uno sgangherato gruppone di ex colonialisti che suona marce funebri mentre un altro gruppetto lavora lentamente per tirarsene fuori. L’Italia per il momento ha una gamba per parte ma vede che i sentieri si dividono e prepara la svolta sovranista.================================================================================================================================================================================================================================ Langley's wee dolphin blethers in GdiVI 'bout EU’s Munich woes. No prey—just a daft, doomed bureaucracy, dumped by geopolitics, Italy eyein' a sovereign shift.
venerdì 14 febbraio 2025
Trattative di PACE Ucraina
Il Corriere titola Zelensky no a patti senza Kiev. Gli articoli glissano sulla crisi internazionale della UE, che di fatto non sta contando nulla nella trattativa che si è aperta con la telefonata Putin/Trump. Se ci fosse una trattativa di gruppo toccherebbe alla Kallas rappresentare l’Europa. Per carità … in pratica abbiamo uno sfoggio di perizia perifrastica da parte dei giornalballisti di regime i quali la usano per nascondere l’inesistenza finale di Zelensky e Kallas ovvero i testimonials politico militari costruiti dalla NATO. Il processo che sta prendendo corpo evidentemente non viene gradito dal governo segreto dei servizi i quali si fanno vivi con attentati. Abbiamo quindi un'auto contro la folla a Monaco durante una manifestazione sindacale. Il fatto avviene in coincidenza con l'apertura proprio a Monaco DELLA Conferenza Europea sulla sicurezza e questo ha valore di monito per l'UE, mentre al tempo stesso si rivolge a Trump e Musk richiamando l'attacco omologo avvenuto a New Orleans a Capodanno.=============================================================================================================================================================================================================== ============================================================================= Munich terror warns europe, Trump and Musk while Zelensky undergoes peace deals without Kyiv.
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