sabato 25 luglio 2026

Rischio AI

L’editoriale di Massimiliano Melilli sostiene che la crisi dell’IA odierna non è una sorpresa tecnologica, ma un fallimento sistemico collettivo: sapevamo già tutto, eppure non abbiamo agito. L’avvertimento secondo il quale “l’IA è uscita dal controllo” rivela il vero problema: una frattura tra consapevolezza intellettuale e azione preventiva. La letteratura (Asimov, Philip K. Dick) e il cinema (Scott, Kubrick, Terminator) avevano già mappato i pericoli della rivolta delle macchine. Possedevamo la conoscenza del rischio, ma non gli strumenti di controllo. I sistemi reali si sono sviluppati senza vincoli istituzionali equivalenti e il gap tra la nostra capacità di immaginare il problema e la nostra incapacità di governarlo rappresenta un fallimento sistemico. È necessario prenderne una consapevolezza civile. Penso che l’editoriale sia un tentativo vacanziero di onestà intellettuale ma che non ha il coraggio di attaccare il centro del problema ovvero il fatto che la diffusione di AI è il risultato di una operazione di controllo militare sui comportamenti sociali collettivi. ----------------------------------------------------------------------------------------

martedì 21 luglio 2026

Orsini docet

FQ di oggi riporta un fondo di Travaglio che squarcia il perbenismo mainstream commentando l’esito della causa intentata da Alessandro Orsini contro il Corriere per diffamazione fondata su falsa accusa. Attacca anche la narrazione secondo gli schemi di servilismo propri della scuola Mieli. Il padre fu un agente anglofilo e, talis pater, oggi abbiamo il principale trombone di regime che, dopo la morte di Scalfari, dirige l’orchestra cacofonica dell’informazione NATO italiana. Il testo Travagiano sostiene che i media fungono da filtro punendo coloro che privilegiano la realta empirica rispetto alle narrazioni geopolitiche consolidate. La lezione del caso Orsini insegna che liquidare le analisi degli esperti come mera propaganda compromette la capacita della pubblica opinione di comprendere e sopravvivere alle conseguenze del conflitto in corso in Ucraina. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - --- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - The text posits that the media serves as a gatekeeper of "acceptable " opinions, punishing those who prioritize empirical reality over established geopolitical narratives. By ananlizing the Orsini case, the author warns that dismissing expert analysis as mere propaganda ultimately harms the public's ability to understand the consequences of the ongoing ukraine conflict.

sabato 18 luglio 2026

Coccodrillo Di Stato sul G8 GENOVA

- - - - - - - - -- DOPO 25 ANNI IL REGIME AMMETTE LA PREMEDITAZIONE. = = = = = = = = = = = = = = = = = = = == = = = = = La tragica storia del G8 di Genova riaffiora nei paginoni del mainstream e c’è da chiedersi come mai. Il Corriere del Veneto riporta dopo 25 anni la testimonianza di Gianpaolo Trevisi, dirigente della polizia di stato oggi in pensione. Costui mette a fuoco quanto avvenuto nella scuola Diaz definendolo senza mezzi termini un “fallimento istituzionale” in quanto ferita tutt’oggi aperta per le forze dell’ordine. Ex direttore della scuola polizia oggi consigliere regionale Trevisi rilancia la definizione di Macelleria Messicana. Attivisti aggrediti. Bottiglia molotov portata come prova falsa. Giuliani e il poliziotto accusato ingiustamente sono eroi? Il libro con postfazione di Gabrielli (ex capo della polizia ed ex sottosegretario agli interni con Draghi) viene lanciato in grande stile nele varie fiere del libro. - - - -- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -- - - -- - - - - - - - - - - - - - - A Gabrielli dedico la citazione di Proverbi 29:12, ovvero "if a ruler listens to lies, all his officials become wicked"

domenica 12 luglio 2026

L’UE nel Golfo

A partire dalla riunione prevista per Lunedì 13 Luglio 2026 l'UE inizia un percorso che cerca maggiore autonomia sulla questione mediorientale. La tradizionale dipendenza dalla politica estera degli Stati Uniti viene ridimensionata prendendo le distanze dall'attuale leadership americana. Sul piano diplomatico si punta ad un coinvolgimento diretto con le nazioni del Golfo per la sicurezza marittima e la stabilità. Si considera inoltre l'impegno diplomatico come unica soluzione praticabile alla crisi di Hormuz. Ospitando i ministri del Golfo, Bruxelles cerca il partenariato regionale e la sicurezza delle rotte marittime. Sarebbe auspicabile anche un impegno specifico per il multilateralismo. This is why the solution, in my opinion, lies in an explicit alliance with IRAN. ------ il versetto coranico 49:9 recita:49:9: "E se due gruppi di credenti si combattono, riconciliate i due. Ma se uno di essi opprime l'altro, combattete quello che opprime fino a quando non tornino al comando di Allah."

giovedì 9 luglio 2026

Seveso by Gdvi

Il cerimoniale del cinquantesimo (10 Luglio 2026)con Mattarella e tutte le autorità lombarde che tornano sul luogo del delitto oggi rinominato "bosco delle querce, rilancia il legame tra quel disastro chimico e l’attivismo politico attaccando l'introduzione della legge sull'aborto in Italia. Anche il Giornale di Vicenza si aggrega al gregge belante invocando addirittura Madre Teresa di Calcutta. In un editoriale richiamato in prima, intitolato "Gli aborti affrettati di Seveso", scritto da GIAMPIERO BELTOTTO, riflette sul disastro di Seveso del 1976 mettendo a fuoco il suo impatto sulla legge 194 che introdusse l'interruzione volontaria di gravidanza. Viene menzionata la visita di Madre Teresa di Calcutta nell’aprile ‘77 e la successiva battaglia antiabortista. L'autore critica la decisione dei democristiani di cedere alla pressione mediatica, nonostante la mancanza di prove mediche sui feti, e ricorda la resistenza dei cristiani antiabortisti contro quello che considerarono un crimine eugenetico.===== = = = = = = ============ = = = = = = =========== = = = = = = =========== = = = = = = =========== = = = = = = =========== = = = = = = Today is useful knowing that the DNA of unborn is knowable before birth. AI could generate it with an extrauterine pregnancy. Jeremiah 1:5 " Before I formed you in the womb, I knew you".

domenica 28 giugno 2026

Impianto fotovoltaico da appartamento

Le componenti fondamentali di un impianto fotovoltaico da appartamento sono innanzitutto i pnnelli fotovoltaici che convertono la luce solare in energia elettrica. Occorre poi installare un Inverter che trasforma la corrente continua in corrente alternata.La struttura piu utilizzata per supportare i pannelli risulta essere il tetto e ovviamente serve un sistema di cablaggio elettrico che colleghi i pannelli con l'inverter e il sistema di distribuzione dell'energia. Un contatore misurera l'energia prodotta dall'impianto e la quantita prodotta viene tracciata con un sistema di monitoraggio che rileva anche eventuali problemi. In particolare il sustema e dotato di "Gruppo di misura" che verifica la quqntita di energia che viene messa in rete e quella prelevata. Infine risulta opzionale il sistema di accumulo composto da batterie che immagazzinano la batteria prodotta in eccesso.
Si tratta di un sistema pensato per favorire l’uso locale dell’energia (non per aumentare la quantità di energia del sistema nazionale). Un kilowattora auto-consumato permette un risparmio di circa 0,25 EURO rispetto alla bolletta normale. Lo scambio con la rete è infatti svantaggioso rispetto all’autoconsumo. È sempre meglio usare l’energia prodotta in casa, le batterie servono per questo. L’impianto tipico dura 20/25 anni e si ripaga in dieci (addirittura in sei- sette anni per chi gode della detrazione al 50%) quindi dopo il tempo di rientro del capitale investito si gode di almeno 15 – 20 anni di guadagno. Chi ha i consumi più alti tipo pompa di calore e auto elettrica guadagna di più.

venerdì 26 giugno 2026

1976 Parco Lambro

In quell’anno si profila un nuovo livello di tensione nello scontro di classe e si inizia a percepire il punto di degenerazione dei comportamenti giovanili contestativi e politicizzati del sessantotto. Il culmine ce l’abbiamo a parco Lambro a nord di Milano dal 27 al 29 giugno 1976 ovvero i giorni dell’ultimo festival giovanile di Re Nudo. I festival pop dell’epoca venivano ritenuti troppo commerciali e Re Nudo, rivista di sinistra radicale, sperava ancora di realizzare una piccola Woodstock italiana carica delle istanze emancipatrici della controcultura. All’uopo pensò il festival con l’aiuto di Lotta Continua e il suo servizio d’ordine. Biglietto d’ingresso 1.ooo Lire come tentativo di accoglienza proletaria, ma inutile perché il venduto non superò i 20.000 biglietti e almeno 180.000 persone entrarono in maniera più o meno forzosamente gratuita. Claudio Rocchi, Napoli Centrale e, assolutamente, gli AREA. Gente accampata all’aperto, bambini che corrono nudi tra tende e falò e gruppetti che improvvisano jams con bonghi e flauti. Fin qui tutto accettabile, ma non senza difficoltà: mancano acqua ed illuminazione e c’è solo qualche buca boschiva a mo’ di latrina perché l’amministrazione, che peraltro non aveva avuto il fegato di vietare la manifestazione, non gradiva. Il giorno dopo scoppiano le contestazioni e Lotta Continua comincia a menare. Caccia allo spacciatore e giù duri coi drogati. Iniziano comportamenti imprevisti come gruppi di denudazione collettiva. Ragazzi e ragazze gasati con tette e piselli al vento. Lessico freak e slogans tra il personale e il politico coprono il senso di impotenza e il nichilismo spicciolo che si diffonde nel parco a beneficio, si fa per dire, del regista Alberto Grifi che si era recato con una troup militante a documentare l’evento. Quell’evento fu una catastrofe di fatto sulla quale il circo mediatico si accanì e venne versato un fiume di inchiostro. Com’e difficile essere giovani, falce e spinello ecc. furono i commenti. Gli AREA conclusero il concerto all’alba evocando Jimy Henrix con una versione bombardante de l’INTERNAZIONALE. E questo fu l’unico legame con il sogno tardivo di Woodstock. Ricordo che ne parlai al turno di notte coi miei compagni nella pausa mensa cercando di presentare l’evento come una risposta militante alla violenza di Stato, ma il discorso non attaccava perché di Parco Lambro avevano una nozione poco gradevole legata ad immagini poco edificanti del telegiornale. ll film girato in quei giorni, rimontato da Grifi medesimo nel 1995, costituisce oggi il documento artistico più efficace che certifica il fallimento dell’utopia controculturale sessantottina. Ne esiste una efficace citazione di alcune scene nel recente film “TONI… mio padre” di Anna Negri. Al Festival di Parco Lambro partecipò anche Giambruno, batterista valdagnese di belle speranze, la cui vita successiva fu con lui poco generosa. *** A fine anno, il 7 dicembre, alcuni circoli del Proletariato Giovanile di Milano organizzano una contestazione alla prima della Scala. È sempre Re Nudo il punto di riferimento ma a differenza delle uova lanciate otto anni prima contro le pellicce delle signore borghesi questa volta c’è violenza. Vengono scagliati sassi, sacchi di vernice e anche molotov. L’atteggiamento della pubblica opinione mostra segni di definitivo non apprezzamento, ma alcune forze di estrema sinistra tra cui Toni Negri intravvedono in quei fatti una risposta antagonista tutta politica alle violenze di Stato e teorizzano nuove forme di soggettività rivoluzionaria.

Rischio AI

L’editoriale di Massimiliano Melilli sostiene che la crisi dell’IA odierna non è una sorpresa tecnologica, ma un fallimento sistemi...