LETTURE: … LE IRREGOLARI. Buenos Aires horror tour
LE
IRREGOLARI di Massimo Carlotto - Lettura accattivante per ex sessantottini
terzomindisti come me e tanti altri. Lo stesso autore pone tra le righe del
racconto il tema caro a quella generazione che non deve perdere il patrimonio
di ricordi e di passione politica. Il cinismo del personaggio di “El Chino”,
che appare poche volte, ma resta impresso perché è molto ben caratterizzato, fa
poi il resto, profetizzando tutta l’amarezza di questa sconfitta politica e
ideale. Ma questo aspetto malinconico è l’ultimo per importanza almeno in
questo libro, il cui tema fondamentale è la desapariciòn come crimine contro
l’umanità. Un altro aspetto soggettivo di questa lettura è che il mio culto per
Borges ne esce colpito e mi risulta comprensibile perché non abbia preso il
Nobel per la letteratura. Non conoscevo invece Osvaldo Soriano, penso che leggerò
qualcosa.
Mi
è piaciuto soprattutto perché mi ha fornito finalmente un quadro interpretativo
della storia argentina recente. El Plan Condor mi era praticamente scappato di
vista negli anni settanta e pur essendo uno che all’epoca si interessava molto
di politica ero caduto nella trappola del silenzio. Fu un golpe in sordina.
Evidentemente
Alcune
note:
pg
27 “avevo 19 anni quando ho smesso di credere nelle coincidenze” si riferisce
alla sua vicenda personale.” (Di massimo Carlotto of corse)
L’associazione
delle nonne Carlotto ha costituito una banca dati DNA che mette a disposizione
i provini degli associati per cercare i figli fino al 2050.
Pg
65 i torturatori avevano seguito un identico corso di “lucha antisubversiva”
nella base americana di Fort GULIK a Panama.
Torture:
Ossa
spezzate, unghie tagliate, iniezioni di Pentotal.
El
Submarino: testa in un bidone di urina ed escrementi. Morsi di cani addestrati.
El
Cubo: immersione totale in vasche di acqua ghiacciata e bollente. Sevizie
sessuali.
Impalamento,
già sospeso dai conquistatdores nel 1558.
Pg
69 Miguel Bru, studente di giornalismo di
Estela
Barnes De Carlotto – Figlia di immigrati di Arzignano, il capitolo decimo ne
descrive il racconto. Il caso è molto toccante e mostra l’alternativa
psicologica (antropologica)al funerale, l’importanza del corpo
nell’elaborazione del lutto.
Pg
83 Rita dei montoneros : “Nos van hacer boleta, Carlitos” E’ uno dei pochi casi
che ha visto la restituzione del corpo desaparecido (i genitori avevano pagato
all’inizio) Nota il comportamento della amministrazione cimiteriale (pg 85)
Pg
116 – QUEBRACHO organizzazione che porta in piazza striscioni che mettono
assieme Evita e il Che.
Pg
119 “per non esserne coinvolti si nascondono nei labirinti di Borges”. Per
quanto implicita forse è una critica ingiusta perché Borges aveva inventato
quei labirinti tre decenni prima e se non ricordo male ebbe una sorella
incarcerata e torturata nel periodo Peronista, per cui è comprensibile che non
si sentisse particolarmente motivato a mobilitarsi per prendere posizione in
difesa dei Montoneros (peronisti clandestini), contro i quali si scatenava la
repressione.
Pg
129 - Gelli fu insignito da Peron della
massima onorificenza argentina: l’Ordine del Libertador San Martin”.
LITA,
Angela Paolin ved. Boitano andò a Puebla da Wojtyla nel febbraio 1979, ma era
spiata e aveva dietro un infiltrato. Il Papa pronunciò poi
ESMA acronimo che sta per Esquela Mecanica de
Pg
148 – L’operazione Condor parte nel gennaio 1974 con un incontro CIA tra le
forze armate di Cile, Bolivia, Paraguay, Brasile, Uruguay e Argentina. Era
finalizzata ad eliminare i rifugiati politici nei paesi vicini. In Argentina
venne creata
La
data del Golpe è 24 Marzo 1976, la dittatura è finita nel 1983.
Pd.
149, lo schema Videla:
-
repressione
legale
-
repressione
illegale
-
comandi
interforze
-
campi
clandestini
-
training
degli agenti interrogatori in Panama e in Florida
-
strategia
della Desapariciòn
-
guera
encubierta
-
cerimonia
“pacto de sangre” gruppi misti, con componenti di vario grado da generale
a soldato semplice, che partecipano ai
plotoni di esecuzione così c’è de-responsabilizzazione e una forma di
cameratismo anomalo che favorisce complicità.
Pg
153 PIDO CASTIGO di Pablo Neruda. Toccante rinvio a una grande poesia la cui
lettura immediata nel testo spagnolo (si trova subito su internet) arricchisce
di suggestione la lettura successiva.
Nota.
Non sapevo che a Santiago de Chile, presso il Cimitero Generale c’è il Memoriàl
del Detenido desaparecido. Peccato non esserci stato (se c’era già allora).
Pg
162 Il Personaggio (esistente) di Hebe de Bonafini. Qui il racconto di Massimo,
che è parente di Estela, rivale e contrapposta ad Hebe, descrive bene la sua
visita nella sede del comitato e rende giustizia al personaggio quando riporta
le sue parole nelle pagine successive: “ … l’unica lotta che perde è quella che
si abbandona.” Nelle parole di questa madre de Plaza de Mayo, che ha
un’impostazione intransigente e radicale, si può ravvisare una contraddizione
rispetto al bisogno antropologico di piangere sul cadavere del proprio caro per
elaborare il lutto e superare il trauma affettivo della morte. Hebe infatti
dice: “ Noi non vogliamo tombe su cui piangere, perché non c’è tomba che possa
rinchiudere un rivoluzionario.” Poi aggiunge altre parole toccanti che mostrano
una sapiente capacità di mescolare forza militante e sentimento materno: “ I
nostri figli non sono cadaveri, sono sogni, utopia, speranza… Sono quello che
furono, che pensarono, che cantarono, che scrissero che soffrirono.” Il
risultato è che i due movimenti, quello di Hebe e quello di Estela sono divisi
e mentre il secondo sta riscuotendo successo con il processo in Italia e il
riconoscimento del Papa, il primo è considerato un movimento di IRREGOLARI
anche dal governo democratico (nel senso di post golpista) argentino.
Da
qui penso derivi la prima parola che compone il titolo del libro. E il fatto di
porla in cotanta evidenza riequilibra il taglio che il testo dà a tutto il
racconto carlottiano. Nel racconto infatti, che secondo lo standard noir è
quasi totalmente pura verità presentata come fiction, il protagonista non va in
Argentina per scrivere sul movimento delle madri de Plaza de mayo, ma per
indagare su suo nonno. Poi, solo a causa
dell’omonimia con Estela, viene coinvolto nella vicenda dei desaparecidos.
Quindi nel racconto viene dato più spazio al personaggio e al movimento di
Estela, sacrificando di fatto Hebe la cui impostazione forse è più vicina al
sentimento politico dell’autore. Perciò il titolo viene dedicato al movimento
di Hebe, come una sorta di compensazione.
In
ogni caso si tratta di un bel libro e di una vicenda impressionante. Che
finisce con taglio ironico e malinconico. Un taglio che, pur toccando le corde
più sensibili della mia generazione, non perde mai l’equilibrio e pone al
centro la necessità di regolamentare la pratica della “Desapariciòn” in quanto
“crimine contro l’umanità”, ovvero un tipo di reato che non può essere
prescritto. (pg 196) La definizione è ONU e contempla quattro reati:
sequestro,tortura, omicidio e occultamento di cadavere. E’ interessante osservare
come essa si adatti a tanti episodi di “lupara bianca” mafiosa. Ne ricavo la
considerazione che con un potere che pratica crimini contro l’umanità non si
può trattare perché il suo reato non si estingue mai. E questo mi sembra
applicato dalla comunità internazionale nei casi Karadzic, Milosevic ecc.
mentre il nostro Stato con la mafia ci ha trattato eccome, proprio negli stessi
anni di cui narra il libro. Fine dello stragismo in cambio di riconoscimento e
protezione (sia pur riservate). E’ opportuno anche non dimenticare i legami
mafia Gelli e Gelli dittatura argentina, il piano di Rinascita Democratica ecc.
Penso
che alla prima occasione leggerò qualcosa di Soriano e forse leggerò anche “Ai
soli distanti” di Stefano Tassinari, oppure “Il Volo” Feltrinelli



