venerdì 11 settembre 2026

Il pullman nell'abisso del ponte tibetano

Settant'anni fa nell’estate 1956 io avevo cinque anni. Mio padre e mia madre vivevano sani e felici in una Valdagno che festeggiava il raggiungimento del titolo di città, il monumento a Marzotto e le speranze legate all’avvio del miracolo economico. In realtà due anni prima c’erano stati 138 licenziamenti per esubero di personale. A Recoaro invece le stagioni turistiche termali erano in auge e richiamavano gente da tutta Italia. Si organizzavano frequentemente gite in pullman fino all’Ossario del Pasubio per mostrare la bellezza delle Piccole Dolomiti e tra queste, quella di Sabato 11 settembre 1956, che si concluse col pullman nell’abisso. - - - - - - - - - - -- - - - -- Il fatto::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::: Alle 15:45 in località Boal de la Bante (verso l'attuale "Ponte Tibetano, nella cosiddetta Strada dei Re) il vecchio pullman rosso tipo Leoncino a suo tempo collaudato per 23 passeggeri, ne trasporta 27 verso l’Ossario del Pasubio ma durante una sosta precipitò nella scarpata per 135 metri causando 15 morti e vari feriti nei cinque successivi, drammatici colpi d’impatto della caduta. Il giovane autista Giuseppe Girotto verrà condannato il 20 Luglio 1957 a cinque anni e 4 mesi, confermati in appello, con l’accusa di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime. Il risarcimento dei danni ammontava a 14 milioni di lire e fu a carico dell’autista nonchè della ditta di autotrasporti. Venne invece assolta l’Azienda Turistica che aveva organizzato la gita, facendo regolarmente pagare 700 lire al biglietto. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -Cause e dinamica dell’incidente:-- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Piovviginava e l’autista accostò per tergere l’appannamento del cristallo. Non riuscendo completamente a farlo dall’interno ed essendogli caduto il panno egli scese per recuperarlo ma non riuscì più a salire perché nel frattempo il movimento indietreggiante del pullman aveva innescato il panico tra passeggeri che ostruivano l’unica portiera. Le perizie dimostrarono che il pullman, un po’ vecchiotto ma con 85.000 Km, oltreché essere sovraccarico aveva il freno a mano inefficiente, le gomme consunte all’80% e il tergicristallo rotto. Il conducente sostenne di aver spento il motore e innestato la retromarcia nonché girato le ruote a monte, ma la perizia smentì questa ricostruzione trovando innestata la terza marcia e giunse alla conclusione che concomitanza di marcia alta, freno difettoso e forte pendenza (13%) causarono la messa in movimento del pullman. Il mezzo cadde all’indietro abbattendo anche un muretto stradale e con l’autista aggrappato alla portiera col piede sul predellino. = = = = = = = = = == Il mistero del cambio:...............................................La tesi difensiva dell’autista, che era figlio del capo dei vigili urbani della città di Valdagno, era di aver rispettato tutte le misure di sicurezza del caso compreso l’innesto della retromarcia a motore spento e che l’asta del cambio a suo dire era stata spinta in folle durante il trambusto delle persone accalcate nel tentativo di scendere. Ma la perizia accertò che durante la caduta la marcia innestata era la terza e che non sarebbe risultato possibile lo sblocco della marcia senza l’uso della frizione per l’esistenza di un dispositivo apposito montato in serie. La questione del cambio non fu mai chiarita e alcune testimonianze avvallarono in parte la tesi del Girotto secondo la quale qualcuno dei passeggeri era intervenuto sul posto di guida. = - - - - - - - - -- - - - - - - - - - - - - - - - - - -- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -- -- - - -I soccorsi:................................................. La comitiva non era composta solo dalle 27 persone sul pullman, c’erano anche altri passeggeri in due taxi che seguivano. Constatata la tragedia uno di questi si recò a dare l’allarme presso il custode dell’ossario il quale chiamò i carabinieri che furono i primi a raggiungere il luogo. Le vittime furono soccorse dalle autoambulanze dell’epoca con l’aiuto del soccorso alpino e furono trasportate anche all’ospedale di Valdagno durante le varie ore del pomeriggio. Tra i soccorritori Gino Soldà che collaborò al trasporto manuale dei feriti uno dopo l’altro a partire dai più gravi. Per ultime le salme fino a dopo il tramonto e nel giorno successivo, distribuite lungo tutto il percorso della caduta, anche in cima agli alberi. L’autista non si trovava perché si era dato alla fuga e le ricerche furono inutili. Egli si costituì alle forze dell’ordine due giorni dopo dichiarando di aver vagato per boschi e malghe come un fantasma. Il primo bilancio comunicato alla stampa fu di nove morti, ma presto giunsero a 14. Tra di essi una coppia di sposi in viaggio di nozze trovati abbracciati tra le lamiere accartocciate. Infine l’anziana marosticense Caterina Minuzzi che, seduta accanto al posto di guida era stata la prima a scendere dal pullman, morì successivamente presso il nosocomio di Valdagno e fu enumerata tra le vittime portando il totale a 15. Una bambina veronese di nome Asia si salvò, ma perdendo i genitori. ------------ Tratto da "Giro di Nera" di Alberto Belloni. Ed. ARCHIMEDIA 2004

giovedì 10 settembre 2026

Allarme AI

Oggi il GdiVI si spreca in un allarme dal contenuto preoccupante ma seminascosto in una impaginazione nascondivaga. Il tema mi pare attendibile ma il livelo di trasparenza inadeguato. Penso che l'intervento di Meloni sull'argomento possa nascondere uno stato di allarme piuttosto grave. Si usa l'ignoranza per prevenire il rischio panico... Grande esempio di democrazia. La sovranita' appartiene al popolo ma solo quando va tutto bene madama la marchesa... Isaia 28:15 "Because ye have said, We have made a covenant with death, and withe hell are we at agreement; when the overflowing scourge shall pass through, it shall not come unto us: for we have made lies our refuge, and under falsehood have we hid ourserves"

sabato 5 settembre 2026

Forza Dibba

Alessandro Di Battista, ex deputato 5 stelle che non si e' venduto al sistema,e stato ricoverato il 28 Agosto presso un ospedale a Cuba dove si trovava per un servizio giornalistico.Ha avuto un forte malditesta e un malore. Due medici dell'Ospedale Gemelli, un nurochirurgo e un rianimatore,sono stati velocemente inviati a Cuba su interessamento della ambasciata italiana. E giunta anche la madre sei suoi figli Sahra Lahouasnia. Il rientro era revisto tramite aereo predisposto dal governo italiano per il pomeriggio del 4 settembre ma durante il trasferimento un peggiorament improvviso lo ha fatto riportare in ospedale a Cuba dove, pare, sarebbe ststo sottoposto ad un intervento chirurgico.============================================================== L'assocoazkone SCHIERARSI di cui e vice presidente e costantemente informata e invita in un comunicato alla riservatezza e alla prudenza._________________________\\\\\]]______________________________He refused the Italian state medical flight and said he will leave Cuba on *September 4 on an air ambulance paid by his private travel insurance* and be admitted to Gemelli in Rome on arrival His partner Sahra flew to Havana to be with him. As of today Sep 7, he should be back in Italy at Gemelli. No official final diagnosis released yet - Italian press speculated stroke but not confirmed.1. He is anti-establishment by biography. Former M5S frontman, left the party in 2021 precisely saying he no longer trusted parties and governments. He has built his second career as a reporter critical of Italian governments - both Draghi and Meloni - and of NATO, and very vocal on Gaza.

martedì 25 agosto 2026

R1000

Le montagne di Recoaro Circa 20 volontari si prendono cura della pulizia e della manutenzione dei sentieri, dei boschi e delle montagne di Recoaro sin dagli anni '70. Si chiamano "Amici del Sentiero" e lavorano gratuitamente. Perché lo fanno? Dicono che sia tutta una questione di comunità e di senso di appartenenza. Tutti sanno che qualcuno si occupa di mantenere i sentieri puliti e sicuri, anche se non sanno chi. Queste piccole cose significano molto, più di quanto qualsiasi budget possa comprare. Il gruppo è nato quando un sindaco voleva creare un percorso sicuro per i bambini che andavano a piedi al panificio. All'epoca, la zona contava 1.200 abitanti e molti negozi. Ora il sindaco è Ilaria Sbalchiero, e dice che i volontari aggiungono qualcosa che il denaro non può dare: un vero senso di casa. Oggi il gruppo conta oltre 20 membri attivi. Sono guidati da Delio Rossetto, un ex allenatore di pallavolo. Il comune ha appena messo a loro disposizione un ufficio in un vecchio edificio della seggiovia. Alcuni volontari sono artisti: realizzano panchine con alberi caduti per abbellire gli spazi pubblici. Il 30 agosto, insieme a un gruppo ambientalista, si terrà una giornata di pulizia per raccogliere i rifiuti dai boschi. L'iniziativa è aperta a chiunque voglia contribuire a rendere Recoaro un posto migliore.

sabato 25 luglio 2026

Rischio AI

L’editoriale di Massimiliano Melilli sostiene che la crisi dell’IA odierna non è una sorpresa tecnologica, ma un fallimento sistemico collettivo: sapevamo già tutto, eppure non abbiamo agito. L’avvertimento secondo il quale “l’IA è uscita dal controllo” rivela il vero problema: una frattura tra consapevolezza intellettuale e azione preventiva. La letteratura (Asimov, Philip K. Dick) e il cinema (Scott, Kubrick, Terminator) avevano già mappato i pericoli della rivolta delle macchine. Possedevamo la conoscenza del rischio, ma non gli strumenti di controllo. I sistemi reali si sono sviluppati senza vincoli istituzionali equivalenti e il gap tra la nostra capacità di immaginare il problema e la nostra incapacità di governarlo rappresenta un fallimento sistemico. È necessario prenderne una consapevolezza civile. Penso che l’editoriale sia un tentativo vacanziero di onestà intellettuale ma che non ha il coraggio di attaccare il centro del problema ovvero il fatto che la diffusione di AI è il risultato di una operazione di controllo militare sui comportamenti sociali collettivi. ----------------------------------------------------------------------------------------

martedì 21 luglio 2026

Orsini docet

FQ di oggi riporta un fondo di Travaglio che squarcia il perbenismo mainstream commentando l’esito della causa intentata da Alessandro Orsini contro il Corriere per diffamazione fondata su falsa accusa. Attacca anche la narrazione secondo gli schemi di servilismo propri della scuola Mieli. Il padre fu un agente anglofilo e, talis pater, oggi abbiamo il principale trombone di regime che, dopo la morte di Scalfari, dirige l’orchestra cacofonica dell’informazione NATO italiana. Il testo Travagiano sostiene che i media fungono da filtro punendo coloro che privilegiano la realta empirica rispetto alle narrazioni geopolitiche consolidate. La lezione del caso Orsini insegna che liquidare le analisi degli esperti come mera propaganda compromette la capacita della pubblica opinione di comprendere e sopravvivere alle conseguenze del conflitto in corso in Ucraina. - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - --- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - The text posits that the media serves as a gatekeeper of "acceptable " opinions, punishing those who prioritize empirical reality over established geopolitical narratives. By ananlizing the Orsini case, the author warns that dismissing expert analysis as mere propaganda ultimately harms the public's ability to understand the consequences of the ongoing ukraine conflict.

sabato 18 luglio 2026

Coccodrillo Di Stato sul G8 GENOVA

- - - - - - - - -- DOPO 25 ANNI IL REGIME AMMETTE LA PREMEDITAZIONE. = = = = = = = = = = = = = = = = = = = == = = = = = La tragica storia del G8 di Genova riaffiora nei paginoni del mainstream e c’è da chiedersi come mai. Il Corriere del Veneto riporta dopo 25 anni la testimonianza di Gianpaolo Trevisi, dirigente della polizia di stato oggi in pensione. Costui mette a fuoco quanto avvenuto nella scuola Diaz definendolo senza mezzi termini un “fallimento istituzionale” in quanto ferita tutt’oggi aperta per le forze dell’ordine. Ex direttore della scuola polizia oggi consigliere regionale Trevisi rilancia la definizione di Macelleria Messicana. Attivisti aggrediti. Bottiglia molotov portata come prova falsa. Giuliani e il poliziotto accusato ingiustamente sono eroi? Il libro con postfazione di Gabrielli (ex capo della polizia ed ex sottosegretario agli interni con Draghi) viene lanciato in grande stile nele varie fiere del libro. - - - -- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -- - - -- - - - - - - - - - - - - - - A Gabrielli dedico la citazione di Proverbi 29:12, ovvero "if a ruler listens to lies, all his officials become wicked"

Il pullman nell'abisso del ponte tibetano

Settant'anni fa nell’estate 1956 io avevo cinque anni. Mio padre e mia madre vivevano sani e felici in una Valdagno che festeggiava i...