domenica 10 aprile 2022

Omaggio ad Edy

 






Voglio menzionare Edy Ongaro un combattente veneto che già sette anni fa si era schierato dalla parte giusta ed e' morto combattendo da eroe. Lo spiega bene il Giornale di Vicenza nell'articolo sopra riportato. Anche il settimanale GENTE, che dedica un servizio di Francesco Gironi ai mercenari, gli dedica una menzione. Egli era un militante del Collettivo Stella Rossa Nordest, organizzazione che sarebbe, secondo il GdVi "in contatto" con la "carovana antifascista" che si trova in Novorussia.



Il maistream di questa settimana è costretto ad ammettere che il conflitto ucraino si sta trasformando in una guerra per procura. Gli USA vogliono che la UE faccia la guerra alla Russia per poter mettere i missili nucleari ai suoi confini. Ma lo fa negli articoli interni e in qualche talk show che ha paura di chiudere. 

Prosegue quindi la comunicazione ansiogena e il Governo ne approfitta per far passare provvedimenti che aggravano le condizioni sociali del paese. Per finanziare la guerra della NATO crea tasse occulte come il riaccatastamento dei beni immobili che aumenteranno le rendite catastali. 


Il governo cripto-nazi di Zelensky conta sempre meno al tavolo delle trattative turche perché la comunicazione occidentale gli boicotta le posizioni. In Francia si rafforza il sentimento antibellico che viene cavalcato dalla destra lepeniana e in Ungheria Orban vince le elezioni con una campagna elettorale esplicitamente in dissenso con la NATO.



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Sic transit gloria mundi 

 


mercoledì 6 aprile 2022

Crisi Myammar

Myanmar. 
A due mesi dalla presa di potere da parte delle forze militari il mainstream insisteva sulle centinaia di morti, tra le quali, si ripeteva, ci sarebbero stati molti bambini. Un chiaro segnale di comunicazione propagandistica. Pekino e Mosca hanno riconosciuto subito il regime dei militari e la premionobilessa Aun San Suu Kyi fantoccio occidentale nonché amica personale di Hillary Clinton era stata sostenuta dagli USA che hanno cercato di manipolare il risultato elettorale. 
All’origine dell’intervento militare c’è quindi la non accettazione del risultato elettorale. Le tecniche usate per far fuori Trump dalle elezioni erano state usate anche qui; ma qui c'era la garanzia dei militari. 

E’ possibile che vi sia una analogia tra la polemica di Trump circa la validità delle stesse elezioni americane e i metodi usati per quelle del Myammar.


 


Tutta questa vicenda è poi finita nel dimenticatoio quando c'è stata l'inchiesta dell'ONU. Il relatore speciale dell’ONU Tom Handrew ha centrato il proprio rapporto sulla repressione e non sulla validità delle elezioni. La repressione è però conseguente alla escalation di violenze di piazza provocate dai sostenitori filoamericani. La campagna di comunicazione è tesa a presentare l’occidente come salvatore della libertà e dei bambini da una dittatura sanguinaria assetata di potere. L’Italia ha appoggiato la relazione e si è impegnata a promuovere sanzioni UE. Il copione ormai è noto...

Pochi mesi fa Aun San Suu Kyi è stata processata e condannata a quattro anni di carcere dopo essere stata riconosciuta colpevole di incitamento continuato ad azioni illegali. Silenzio totale...








martedì 5 aprile 2022

Il caso Estermann – Tornay

 





Alois Estermann, capitano della guardia pontificia, viene trovato morto nella sua abitazione assieme alla moglie e al caporale Tornay. Lo stato delle cose permette di ipotizzare un raptus di follia da parte di quest’ultimo. Ne dà notizia un bollettino della Santa Sede del 5 Maggio 1998. 

La madre del Tornay accusa il Vaticano di aver confezionato una versione falsa che fa passare il figlio per assassino pazzo morto suicida. 

 Il 7 Maggio in Germania esce la notizia secondo la quale Estermann sarebbe stato una spia della STASI fin dal 1980. L’anno successivo, il 5 Febbraio il giudice vaticano firma il decreto di archiviazione sancendo la colpevolezza del Tornay. Ma la madre, assistita da avvocati di fama, insite. Viene richiesta la riapertura del caso e dopo il diniego si rivolge direttamente a G.P. II con una lettera dell’11 Aprile del 2002. I punti oscuri in questo caso sono dati dal sospetto di una quarta persona sulla scena del crimine (quattro bicchieri e porta spalancata) e la palese falsità della lettera suicidaria. Difronte ad un nuovo diniego circa la riapertura del caso, l’avvocatura maternale coinvolge anche il successivo papa Benedetto XVI con una lettera del novembre 2011. 

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La guardia svizzera è un corpo speciale che protegge i papi dal 1506. Esso non va confuso con il corpo di vigilanza dello Stato Vaticano. Tra i due reparti  sarebbe in atto un forte scontro. Ogni anno il 6 Maggio il Vaticano celebra la ricorrenza del massacro del 1527 (quando 150 guardie svizzere morirono per salvare la vita del papa Clemente VII durante il sacco di Roma) e tiene la cerimonia del giuramento delle guardie.


Il libro Verbum dei et verbum gay sostiene il movente passionale tra i due uomini. Ma l’autore M. Lacchei, querelato dalla madre è stato prima condannato poi prosciolto. Un secondo libro Bugie di sangue in Vaticano, inscrive la vicenda nello scenario di scontro totale tra Opus Day e il clan massonico curiale. In esso Estermann sarebbe stato espressione della prelatura.

 



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Nighttime of April 5 1998 captain Estermann was killed. He was a former STASI agent and the  massacre appened to prevent his promotion as the head of Ppapal guards.

In facts if this was happened he would have created an efficient special military corp controlled by Opus Day. So the secret masonic power settled inside the Vatican State killed the young soldier Cedric Tornay and manipulated the crime scene.



lunedì 4 aprile 2022

I quattro martiri della Pellizzari di Arzignano

 






Il 30 Marzo 1944 a Montecchio Maggiore ed Arzignano Umberto Carlotto, Luigi Cocco, Cesare Erminelli e Aldo Marzotto vengono fucilati nel castello della villa di Montecchio Maggiore in seguito allo sciopero del 28 marzo 1944. In loro memoria vi è un cippo commemorativo.








giovedì 31 marzo 2022

Trattative 3. Ucraina docet

 





31/03/2022

La situazione del conflitto ucraino evolve. Putin ha avviato una consultazione telefonica con i leader occidentali tra i quali Draghi (che in un ironico video chiama nonno banchiere alludendo alla battuta usata da Draghi stesso). Non sappiamo cosa si siano detti in una ora di colloquio; la stampa italiana riporta che Draghi gli abbia detto “chiamo per parlare di pace” che sarebbe come ammettere che sono in corso le trattative per concludere il conflitto o peggio ancora una contorta richiesta di scuse per le sanzioni. A pesare comunque su quella telefonata è stato soprattutto il tema del pagamento in rubli ovvero il primo passo in direzione di una futura fuoriuscita dalla dipendenza dal dollaro.

Gli incontri di mediazione diplomatica intervenuti in Turchia hanno prodotto dichiarazioni neutraliste da parte di Zelensky e siamo vicini al  cessate il fuoco. La prospettiva di un accordo di pace disarma l’occidente la cui propaganda tende a negarlo. Ad oggi i carri armati russi sono lontani da Kiev lungo la strada del rientro. Il fuoco dell’informazione occidentale si concentra perciò lontano da Kiev rincorrendo le provocazioni. Gli appelli alla resistenza del popolo ucraino sono spariti e sul web girano foto di mercenari AZOV-neonazi che esaminano armi prodotte nel bresciano. Permangono climax bellici sul mar Nero ove gli squadroni neo nazisti hanno organizzato una resistenza all’assedio fondata essenzialmente sulla funzione di scudo umano della popolazione civile. Questo metodo è stato usato in Siria dalle forze jhadiste sconfitte dai russi ed è perciò ben conosciuto dai militari russi i quali mirano i raids e controllano i corridoi di fuoriuscita dall’assedio. Ci sono comunque vittime civili e, soprattutto quando restano colpiti dei bambini, la stampa occidentale, imbeccata dagli squadroni stessi, si accanisce a denunciare tale fatto come prova di crimini di guerra. In tal caso la parola bambini viene ripetuta anche cinque e più volte nell’ambito del medesimo servizio.

Il Giornale di Vicenza, il quale come è noto su queste cose risulta molto sensibile al fiato sul collo della base americana, pubblica una cartina ove contrassegna come “zone contese” il territorio ucraino che non è più sotto controllo delle truppe russe e parla di “consegna di aiuti umanitari” ed “evacuazione dei residenti di Mariupol”. La cartina descrive quindi una situazione che è l’esatto contrario di ciò che scrivono i titoli. Evidentemente si conta sul fatto che le cartine vengono scrutate solo dagli addetti ovvero coloro ai quali interessano le informazioni e non le balle propagandistiche.

Come si usa dire se son rose fioriranno. Va notata invece l’eccellente solidarietà espressa dalle famiglie dell’Alto Vicentino nei confronti dei profughi. Costoro verranno, come da provvedimento annunciato dalla ministra dell’interno, rapidamente dotati di permesso di soggiorno, abitazione, scuola e inserimento nel mondo del lavoro. Cioè trasformati d’urgenza da profughi ad immigrati amati ed accolti. I profughi entrati in Italia dall’inizio del conflitto sono stati 76.847 e di questi circa 700 solamente hanno fatto domanda di protezione internazionale (ovvero profugato autentico che dura 90 giorni e permette di tornare in Patria alla fine delle ostilità…)  A tal proposito la soddisfatta Lamorgese precisa che ” Speriamo che il nuovo approccio … possa essere applicato anche agli altri casi di instabilità” infatti “c’è la necessità di disporre di strumenti di governo dei flussi che provengono dal Mediterraneo”. Per costoro, ovvero gli immigrati del sud con “nuovo approccio”, verranno messi a disposizione i tremila posti ricavati dai beni confiscati alla criminalità organizzata”.

Perbacco è proprio la “quadra del sercio” che dovrebbe far felice il Presidente del Consiglio Regionale Veneto Roberto Ciambetti il quale aveva, fin dal 2016, votato un ordine del giorno per il riconoscimento della Crimea come russa.




lunedì 28 marzo 2022

Giangiacomo Feltrinelli

 




Feltrinelli Giangiacomo fu un editore di successo e un rivoluzionario castrista che venne eliminato. Il funerale si tenne il 28 Marzo 1972.





Per i giudici l’editore morì dilaniato a Segrate dalla bomba che stava preparando. Ma una ferita ignorata e una perizia mai pubblicata sollevano ancor’ oggi alcuni dubbi. E trovo opportuno richiamare quello che scrive il figlio Carlo Feltrinelli nelle ultime pagine del suo bel libro che si intitola Senior Service. Egli scrive che: “ la stampa estera accoglie il dubbio che l’editore sia stato portato in stato d’incoscienza (veleno?, colpo di karaté?) sulla Cassese. E il sospetto di una “spaventosa messa in scena” risuona anche nella relazione di Berlinguer al XIII Congresso del PCI”.

 

 Secondo alcune ricostruzioni collegate alle inchieste del giudice Salvini infatti, il Mossad era interessato ad eliminare Feltrinelli perché nei mesi precedenti si era impegnato a far arrivare una grossa partita di armi ai fedayn. E la conferma della ipotesi secondo la quale la morte di Feltrinelli non fosse dovuta ad un incidente ma rispondesse ad un piano di eliminazione viene dalle analisi di Guido Giannettini, l’agente del SID che negli anni successivi verrà coinvolto nei processi per Piazza Fontana. Costui sostiene in un suo dossier spedito da Parigi il 26 Aprile 1974 noto come Dossier San Marco, che la eliminazione di Feltrinelli e l’annichilimento della RAF attraverso l’arresto di Andreas Baader e Ulrike Meinhoff nel giugno successivo siano atti conseguenti agli accordi Russo-Tedeschi di Oreanda dell’Agosto 1971. In sintesi ad essi sarebbe conseguita una reciproca ristrutturazione dei servizi con lo smantellamento delle funzioni di controllo della sinistra extraparlamentare europea da parte, per il lato occidentale, dei partiti socialisti cedendo la rete occidentale al Mossad una volta depurata dei tratti di contiguità militare con le organizzazioni arabo-palestinesi. Ovvero appunto la RAF, i GAP cui va aggiunto il gruppo francese Nouvelle Resistance. Nella fase precedente a tali accordi Feltrinelli aveva avuto un ruolo di agente ambientale e puntava ad una regia autonoma dell’ultrasinistra europea.

 

 Il corpo di Feltrinelli fu segnalato nel tardo pomeriggio del 15 marzo dal signor Stringhetti, un pensionato che passava in bicicletta col cane. Poi arrivarono le varie troupes delle forze dell’ordine le quali, in un piazzale vicino al traliccio, trovarono parcheggiato un furgone Volkswagen adibito a camper con molte chiavi che aprivano “covi” legati negli anni successivi alle Br. All’inizio non si sapeva di chi fosse il corpo, i documenti falsi erano intestati a tale Vincenzo Maggioni, ma poi a riconoscerlo in obitorio, dopo che dentro la sua carta di identità falsa è stata trovata una piccola negativa fotografica con uno scatto della quarta moglie di Giangiacomo Feltrinelli, fu Luigi Calabresi, che lo conosceva bene.

 

 

Il settimanale Sette, nel numero del primo marzo 2012 portata a conoscenza dell’opinione pubblica una perizia medicolegale (la Marubini-Fornari) sul corpo straziato di Feltrinelli che era stata “al tempo ignorata”. Tale perizia invaliderebbe le conclusioni dei giudici e introdurrebbe rinvii su ciò che potrebbe essere avvenuto o “sotto” il traliccio oppure “intorno al fatale pilone di Segrate. Feltrinelli viene presentato, soprattutto nelle schede a margine, come un partigiano sessantottino, intellettuale e grande imprenditore culturale del dopoguerra, vittima di un attentato “i cui contorni restano misteriosi” e l’impianto del servizio punta il dito contro il Mossad.

 

 

Feltrinelli potrebbe essere stato ucciso precedentemente e poi, con calma, sarebbe stato allestito l’overkilling del traliccio. Messo a cavalcioni e fatto esplodere. Il cadavere aveva le mani incolumi con tracce di legacci ai polsi.

 Esiste quindi una verità alternativa che vale la pena di non dimenticare perché non si sa mai…


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Habeas corpus. 

E' un diritto affermato fin dal 1215 nella Magna Charta Libertatum anglosassone. In Italia esso viene affermato solo nel 1848 dallo statuto albertino. Poi fu soppresso dal fascismo e infine riaffermato dai costituenti.



domenica 27 marzo 2022

Gucci/Reggiani

 



Maurizio Gucci. Erede di uno dei marchi di moda più famosi del mondo, reso famoso da Grace Kelly, Jaqueline Kennedy e Audrey Heburne viene ucciso a Milano il 27 Marzo 1995.

 

 


 

Egli era il nipote del fondatore con un patrimonio pari a oltre ottocento miliardi di lire. Si era sposato nel 1973 con Patrizia Reggiani dalla quale aveva avuto due figlie prima di lasciarla per un’altra donna Paola Franchi ex modella. Al divorzio 1992 era seguito un tumore al cervello per Patrizia. Benigno. Ma nel 1993 la famiglia aveva perso il controllo dell’azienda che era diventata di proprietà araba. A questo punto Patrizia Reggiani decide di farlo fuori e nel 1995 si affidò alla “banda BASSOTTI”. Si trattava infatti di un sodalizio criminale del tutto improvvisato composto dalla consigliera/maga Pina Auriemma, il portiere di notte Sauvignon, il pizzaiolo Orazio Cicala usurato dalla mafia, e il muratore siciliano Benedetto Ceraulo, killer improvvisato.

 

 

Al processo 1998 tutti parlano ed ammettono le colpe tranne Patrizia e il Benedetto che reggono la dichiarazione di innocenza. La difesa Reggiani, diretta da Pecorella, il berlusconiano presidente delle camere penali, tenta la carta dell’infermità mentale invocando postumi dell’operazione, ma essi vengono smontati nello scontro tra perizie in dibattimento. L’appello del 2000 riduce le condanne a 29 per il killer, ventisei per la Reggiani e una ventina per gli altri. Il portinaio che era stato ferito viene sentenziato con un risarcimento di centomila euro dalla Reggiani.

 

Si trattò di un assassino su commissione ovvero, secondo la definizione del manuale FBI, un tipo di omicidio nel quale tra la vittima e l’assassino normalmente non intercorre alcun legame. E la natura del reato presuppone l’esistenza di una cospirazione. Ma l’interesse mediatico per la vicenda va oltre il gossip e gli aspetti tecnici dell’omicidio. Il punto chiave infatti è dato dal fatto che durante le indagini e lo svolgimento dell’iter processuale si scontravano anche gli interessi economici. Essi erano legati alla cessione di attività agli arabi, al grosso progetto che Maurizio Gucci stava sviluppando in svizzera con l’apertura di casinò, nonché allo stesso procedimento di successione ereditaria, caratterizzato da cospicuo patrimonio personale.

 




A proposito di satanismo

Il musicologo Marcello Piras, noto per interessanti studi di Storia del Jazz, musiche nere e voce nota di Radio3, suggerisce interessan...