lunedì 23 marzo 2026

Golpe argentino

On March 24, 1976, Argentina's armed forces dismantled Isabel Perón's constitutional government amid economic crisis, rampant inflation, and political turmoil, which was further exacerbated by violent clashes between guerrilla factions and paramilitary groups. A military junta, initially led by General Jorge Rafael Videla, imposed a dictatorship until 1983, marked by the "Dirty War," during which over 30,000 individuals were killed, abducted, or tortured. The regime's economic liberalization led to severe social consequences, exacerbated by the 1982 Falklands War, ultimately paving the way for democracy and the election of Raúl Alfonsín in 1983, who initiated efforts for justice and accountability regarding human rights violations. The legacy of the enforced disappearances continues to resonate in Argentine society. About this e facts Massimo Carlotto wrote an interesting book, which I comment on below.

 






LETTURE:  … LE IRREGOLARI. Buenos Aires horror tour

 

LE IRREGOLARI di Massimo Carlotto - Lettura accattivante per ex sessantottini terzomindisti come me e tanti altri. Lo stesso autore pone tra le righe del racconto il tema caro a quella generazione che non deve perdere il patrimonio di ricordi e di passione politica. Il cinismo del personaggio di “El Chino”, che appare poche volte, ma resta impresso perché è molto ben caratterizzato, fa poi il resto, profetizzando tutta l’amarezza di questa sconfitta politica e ideale. Ma questo aspetto malinconico è l’ultimo per importanza almeno in questo libro, il cui tema fondamentale è la desapariciòn come crimine contro l’umanità. Un altro aspetto soggettivo di questa lettura è che il mio culto per Borges ne esce colpito e mi risulta comprensibile perché non abbia preso il Nobel per la letteratura. Non conoscevo invece Osvaldo Soriano, penso che leggerò qualcosa.

 

Mi è piaciuto soprattutto perché mi ha fornito finalmente un quadro interpretativo della storia argentina recente. El Plan Condor mi era praticamente scappato di vista negli anni settanta e pur essendo uno che all’epoca si interessava molto di politica ero caduto nella trappola del silenzio. Fu un golpe in sordina. Evidentemente la CIA aveva tratto lezione dal golpe in Cile, colpo di stato che era riuscito militarmente ma con un’eco internazionale molto negativa, un prezzo politico tale da annullare all’estero ogni credibilità del governo Pinochet. Perciò la Cia aveva riorganizzato le modalità  operative nel Plan Condor in termini di “guera encubierta“. Una innovazione fondamentale nelle modalità operative fu proprio la pratica della Desapariciòn, che storicamente era sconosciuta fino agli anni sessanta. Essa, che è basata su un reato, il sequestro, che non fa parte delle tecniche militari, è stata praticata in Cile dal ’73, poi in Argentina dal ’76 per essere assunta anche in Turchia (paese Nato) negli anni novanta contro i Curdi e i comunisti in genere. La principale innovazione introdotta nell’esperienza argentina, alla luce dell’esperienza fatta in Cile, ciò che fa la differenza tra dittatura cilena e dittatura argentina è però la COMPARTIMENTAZIONE  dell’apparato repressivo. In Argentina, a differenza di quanto avveniva nel Cile di Pinochet, ogni detenuto veniva affidato a tre diverse squadre: la prima sequestrava, la seconda torturava mentre la terza eliminava. Col risultato che neanche i pentimenti successivi hanno permesso una ricostruzione completa.

 

Alcune note:

pg 27 “avevo 19 anni quando ho smesso di credere nelle coincidenze” si riferisce alla sua vicenda personale.” (Di massimo Carlotto of corse)

L’associazione delle nonne Carlotto ha costituito una banca dati DNA che mette a disposizione i provini degli associati per cercare i figli fino al 2050.

Pg 65 i torturatori avevano seguito un identico corso di “lucha antisubversiva” nella base americana di Fort GULIK a Panama.

Torture: la Picana, ovvero elettrodi, finte fucilazioni, finti avvelenamenti.

Ossa spezzate, unghie tagliate, iniezioni di Pentotal.

El Submarino: testa in un bidone di urina ed escrementi. Morsi di cani addestrati.

El Cubo: immersione totale in vasche di acqua ghiacciata e bollente. Sevizie sessuali.

Impalamento, già sospeso dai conquistatdores nel 1558.

Pg 69 Miguel Bru, studente di giornalismo di La Plata a 23 anni fu rapito torturato ed ucciso il 17 agosto  1993. In quei giorni io ero appena stato in Argentina, a Cordoba e pur seguendo la stampa non avevo cognizione che le sparizioni continuassero.

Estela Barnes De Carlotto – Figlia di immigrati di Arzignano, il capitolo decimo ne descrive il racconto. Il caso è molto toccante e mostra l’alternativa psicologica (antropologica)al funerale, l’importanza del corpo nell’elaborazione del lutto.

Pg 83 Rita dei montoneros : “Nos van hacer boleta, Carlitos” E’ uno dei pochi casi che ha visto la restituzione del corpo desaparecido (i genitori avevano pagato all’inizio) Nota il comportamento della amministrazione cimiteriale (pg 85)

Pg 116 – QUEBRACHO organizzazione che porta in piazza striscioni che mettono assieme Evita e il Che.

Pg 119 “per non esserne coinvolti si nascondono nei labirinti di Borges”. Per quanto implicita forse è una critica ingiusta perché Borges aveva inventato quei labirinti tre decenni prima e se non ricordo male ebbe una sorella incarcerata e torturata nel periodo Peronista, per cui è comprensibile che non si sentisse particolarmente motivato a mobilitarsi per prendere posizione in difesa dei Montoneros (peronisti clandestini), contro i quali si scatenava la repressione.

Pg 129 -  Gelli fu insignito da Peron della massima onorificenza argentina: l’Ordine del Libertador San Martin”.

LITA, Angela Paolin ved. Boitano andò a Puebla da Wojtyla nel febbraio 1979, ma era spiata e aveva dietro un infiltrato. Il Papa pronunciò poi la Parola “desaparecido” in ottobre. Lei era aiutata da Giovanna Ferraro Bettanin di Thiene a da Raniero La Valle (il quale all’epoca era spesso presente dalle nostre parti). Carlotto la presenta in pratica come la vera autrice del processo italiano. Ricorda la storia Spadolini, Berlinguer ecc.

ESMA  acronimo che sta per Esquela Mecanica de la Armada.

Pg 148 – L’operazione Condor parte nel gennaio 1974 con un incontro CIA tra le forze armate di Cile, Bolivia, Paraguay, Brasile, Uruguay e Argentina. Era finalizzata ad eliminare i rifugiati politici nei paesi vicini. In Argentina venne creata la TRIPLA A (Allianza Anticomunista Argentina) la cui eminenza grigia fu Josè Daniel Lopez-Rega, segretario privato di Peron e confidente di Isabelita.

La data del Golpe è 24 Marzo 1976, la dittatura è finita nel 1983.

Pd. 149, lo schema Videla:

-          repressione legale

-          repressione illegale

-          comandi interforze

-          campi clandestini

-          training degli agenti interrogatori in Panama e in Florida

-          strategia della Desapariciòn

-          guera encubierta

-          cerimonia “pacto de sangre” gruppi misti, con componenti di vario grado da generale a  soldato semplice, che partecipano ai plotoni di esecuzione così c’è de-responsabilizzazione e una forma di cameratismo anomalo che favorisce complicità.

Pg 153 PIDO CASTIGO di Pablo Neruda. Toccante rinvio a una grande poesia la cui lettura immediata nel testo spagnolo (si trova subito su internet) arricchisce di suggestione la lettura successiva.

Nota. Non sapevo che a Santiago de Chile, presso il Cimitero Generale c’è il Memoriàl del Detenido desaparecido. Peccato non esserci stato (se c’era già allora).

Pg 162 Il Personaggio (esistente) di Hebe de Bonafini. Qui il racconto di Massimo, che è parente di Estela, rivale e contrapposta ad Hebe, descrive bene la sua visita nella sede del comitato e rende giustizia al personaggio quando riporta le sue parole nelle pagine successive: “ … l’unica lotta che perde è quella che si abbandona.” Nelle parole di questa madre de Plaza de Mayo, che ha un’impostazione intransigente e radicale, si può ravvisare una contraddizione rispetto al bisogno antropologico di piangere sul cadavere del proprio caro per elaborare il lutto e superare il trauma affettivo della morte. Hebe infatti dice: “ Noi non vogliamo tombe su cui piangere, perché non c’è tomba che possa rinchiudere un rivoluzionario.” Poi aggiunge altre parole toccanti che mostrano una sapiente capacità di mescolare forza militante e sentimento materno: “ I nostri figli non sono cadaveri, sono sogni, utopia, speranza… Sono quello che furono, che pensarono, che cantarono, che scrissero che soffrirono.” Il risultato è che i due movimenti, quello di Hebe e quello di Estela sono divisi e mentre il secondo sta riscuotendo successo con il processo in Italia e il riconoscimento del Papa, il primo è considerato un movimento di IRREGOLARI anche dal governo democratico (nel senso di post golpista) argentino.

Da qui penso derivi la prima parola che compone il titolo del libro. E il fatto di porla in cotanta evidenza riequilibra il taglio che il testo dà a tutto il racconto carlottiano. Nel racconto infatti, che secondo lo standard noir è quasi totalmente pura verità presentata come fiction, il protagonista non va in Argentina per scrivere sul movimento delle madri de Plaza de mayo, ma per indagare su suo nonno.  Poi, solo a causa dell’omonimia con Estela, viene coinvolto nella vicenda dei desaparecidos. Quindi nel racconto viene dato più spazio al personaggio e al movimento di Estela, sacrificando di fatto Hebe la cui impostazione forse è più vicina al sentimento politico dell’autore. Perciò il titolo viene dedicato al movimento di Hebe, come una sorta di compensazione.

 

In ogni caso si tratta di un bel libro e di una vicenda impressionante. Che finisce con taglio ironico e malinconico. Un taglio che, pur toccando le corde più sensibili della mia generazione, non perde mai l’equilibrio e pone al centro la necessità di regolamentare la pratica della “Desapariciòn” in quanto “crimine contro l’umanità”, ovvero un tipo di reato che non può essere prescritto. (pg 196) La definizione è ONU e contempla quattro reati: sequestro,tortura, omicidio e occultamento di cadavere. E’ interessante osservare come essa si adatti a tanti episodi di “lupara bianca” mafiosa. Ne ricavo la considerazione che con un potere che pratica crimini contro l’umanità non si può trattare perché il suo reato non si estingue mai. E questo mi sembra applicato dalla comunità internazionale nei casi Karadzic, Milosevic ecc. mentre il nostro Stato con la mafia ci ha trattato eccome, proprio negli stessi anni di cui narra il libro. Fine dello stragismo in cambio di riconoscimento e protezione (sia pur riservate). E’ opportuno anche non dimenticare i legami mafia Gelli e Gelli dittatura argentina, il piano di Rinascita Democratica ecc.

Penso che alla prima occasione leggerò qualcosa di Soriano e forse leggerò anche “Ai soli distanti” di Stefano Tassinari, oppure “Il Volo” Feltrinelli

 

 

 


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