martedì 17 marzo 2026

Il Teatro Impero e il regno d'Italia

Il Teatro impero di Valdagno, oggi Teatro Rivoli in stato di abbandono, venne costruito nel 1937 nell’ottica grandeggiante dell’impero fascista. E’ capace di quasi 2000 posti, anzi 1861 per l’esattezza, in onore dell’unità d’Italia. Quando Bonfanti e (quell’altro) progettarono e realizzano tale opera architettonica la pensarono nell’ottica del committente Gaetano Marzotto jr. il quale puntava a fare della sua Citta’ Sociale, ricca di servizi e sistemi di socialità avanzati, un preciso vanto per la nazione e per il suo corso storico imperialistico. Il progetto nel suo insieme, che investe tutta l’altra parte del fiume rispetto alla citta storica si fermò lasciando inattuati altri piani e progetti di Gio Ponti a causa della Guerra, ma ciò che venne attuato costituisce ancor oggi un pregevole esempio di qualità urbanistica. Ma quel numero, 1861, costituisce a sua volta un esempio di come la retorica nazionalistica non solo fascista, ma dell’Italia risorgimentale tutta, abbia introiettato nella propria cultura la rimozione della realtà storica. Nel 1861, la cosiddetta Unità d’Italia che la storiografia ufficiale colloca alla data del 17 Marzo, non contemplava il Veneto. Esso è stato annesso nel 1966 per opera della Francia dopo un conflitto bellico chiamato Terza Guerra di Indipendenza nel quale i reali sabaudi servivano ad impedire che l’impero asburgico avesse uno sbocco sull’Adriatico. Ma negli anni trenta del XXmo secolo anche gli architetti d’elite, preparati ed avanzati, come Bonfanti concepivano l’Unità d’Italia come un processo di per se stesso già compiuto nell’anno 1861. Potenza della propaganda e dei programmi scolastici di gentiliana memoria.

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