venerdì 10 aprile 2026

Situazione mondiale

Stimulated by reading Harari, I sent some reflections to tha GdiVi letters column. BELOW IS THE TEXT.
L’attacco all’Iran nella prospettiva della Terza guerra mondiale ci impone una riflessione. La relativa stabilità che avevamo all’inizio del 21mo secolo dopo il crollo dell’Est sta collassando. Invece di un ordine cooperativistico basato su valori universali, istituzioni globali e legislazioni internazionali stiamo entrando in un super competitivo e caotico mondo nel quale conta solo una cosa: la forza bruta. Migliaia di anni di storia ci insegnano che ogni “fortezza” nazionale vuole maggiore sicurezza, prosperità e territorio a spese del proprio vicino. Pertanto in assenza di istituzioni globali, valori universali e legislazione internazionale come possono essere risolte tali dispute? Per millenni la visione del mondo come collezione di fortezze ha sempre prodotto il medesimo esito: un ciclo infinito di guerre tra poteri imperiali che conquistano il più debole lottando tra di loro per la supremazia. Un modello che oggi torna ad emergere. Si afferma infatti una visione come quella del presidente Trump dove ogni paese è separato dagli altri da barriere economiche, dazi, difese militari oltreché differenze culturali e psicologiche. Questa visione può avere qualche aspetto positivo, ma non funziona quando si considera un punto fondamentale: le “fortezze” nazionali a volte collaborano tra di loro. Ed è esattamente ciò che sta succedendo tra Russia, Cina e i Paesi dei BRICS. Si profila pertanto un quadro decisionale sul quale dobbiamo scegliere. Vogliamo ignorare sdegnosamente la legalità internazionale, vogliamo rilanciare il ruolo della forza bruta e tornare ad un sistema di guerre di conquista? Ebbene chiediamolo ai popoli. Ora qualcuno ci dice che i popoli non hanno la maturità per decidere. Può darsi, ma intanto ciò che risulta evidente ed incontrovertibile è il fatto che l’elite tecno-finanziaria che sta dietro al tandem israelotrumpiano non ha certo la maturità di investire nella pace. Le finte pulsioni filantropiche di Bill Gates, Mark Zukemberg and company sono state clamorosamente smentite dalla palese criminalità genocida di Netanyahu, mentre il cartello antiputiniano della vecchia Europa ci ha trascinato a parteggiare per una guerra perdente ed umiliante ai confini della Russia. Una guerra che non era la nostra e con la quale ci siamo tafazziati le risorse e le partnership di cui ora, di fronte ad una America che ci molla, abbiamo bisogno per rilanciare il nostro sviluppo e la prospettiva per i nostri nipoti. Ebbene quando una UE col cappello in mano rinegozierà l’accesso al gas russo per poter sopravvivere allora spero proprio che vedremo i nostri popoli fare il salto di maturità necessario per decidere. - - - - - b-b-b-b-b - - - - - Old Europe’s anti-Putin stance dragged us into a losing war, wasting resources and future opportunities.

Nessun commento:

Posta un commento

Situazione mondiale

Stimulated by reading Harari, I sent some reflections to tha GdiVi letters column. BELOW IS THE TEXT. L’attacco all’Iran nella pros...