sabato 26 marzo 2022

Eccidio di Selva di Trissino, 1945

 






Il calendario dell'ANPI, ci ricorda che il 26 Marzo del 1945 le brigate nere della valle dell’Agno fucilarono i partigiani Ettore Peghin, che aveva 56 anni come ritorsione per il fatto che suo figlio Pietro era sfuggito alla cattura. Vennero fucilati anche il giovane siciliano conosciuto come partigiano Dardo, Vito Pagano e Antonio Pana.

Una lapide a perenne ricordo del loro sacrificio è stata posta dalla sezione ANPI di Trissino il 20 Maggio del 2001.






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"Violence shall no more be heard in thy land, wasting nor destruction within thy borders; but thou shalt call thy walls Salvation, an thy gates Praize"   

[Non si sentirà più parlare di prepotenza nel tuo paese, di devastazione e distruzione entro i tuoi confini. Tu chiamerai salvezza le tue mura e gloria le tue porte.]





venerdì 25 marzo 2022

About William Hurt's death

 



Gu





 

Il 13 marzo scorso, giusto una settimana prima di compiere 72 anni, l’attore americano William Hurt è morto a causa di un tumore alla prostata. Egli era stato il vincitore dell’Oscar per il film Il bacio della donna ragno, uscito nel 1985.

Vita e amori travagliate ebbe molte donne, molta droga (marijuana e cocaina) e fece un sacco di film. E’ sempre stato presentato dalla stampa italiana come divo “timido e seducente”. Oggi si scrive che è morto tra “terribili dolori” perché, pulito da decenni, rifiutava gli oppiacei. Il suo declino presso l’opinione pubblica era iniziato quando l’attrice Marlee Matlin, con la quale ebbe una relazione biennale ai tempi del film Figli di un Dio minore, scrisse una autobiografia in cui lo accusava di continue violenze e abusi. Di lui, del quale sono coetaneo, ricordo in particolare i film Stati di allucinazione di Ken Russel e Il grande freddo di Lowrence Kasdan.

Nel primo, uscito tnel 1980 l’assunzione di sostanze allucinogene provoca nel protagonista mutazioni biologiche e genetiche. Nel secondo, un gruppo di amici ex sessantottini partecipano al funerale di un comune amico e ricordano le lotte di contestazione all’università del Michigan.

Ricordo che in quest’ultimo film mi identificavo col personaggio, ma oggi ho consapevolezza che quella di Hurt è una biografia problematica perché era stato vittima delle droghe con cui l’establishment psico-poliziesco anglo americano ha represso il movimento giovanile.  

La sua ultima partecipazione è stata nel film Black Widow con Scarlett Johanson girato nell’autunno del 2019 quando Hurt era già ammalato. A causa delle restrizioni Covid poi il film è uscito nel 2021.

 


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The death of the actor William Hurt reminds me at the 80s when I was looking at him as a myth. But today I'm concerned about his life of violence and drugs... So I respect his death, but I don't admire his biography.


Amen


mercoledì 23 marzo 2022

L' attentato a Vittorio Emanuele Marzotto

 




Il 25 Ottobre 1921 Vittorio Emanuele Marzotto viene gravemente ferito con colpo di pistola sparato da Vittorio Nizzero, figlio naturale non riconosciuto. Costui muore subito mentre VEM muore il 25 marzo 1922. Il figlio legittimo Gaetano jr (11 ottobre 1894 – 11 agosto 1972) rimane erede unico.

L'attentato avviene a conclusione di uno dei più duri scioperi della storia aziendale/cittadina ed è condotto con uno stile tipico di tutti gli attentati politici dell'epoca: assassino che viene da fuori Italia, sparo alla testa ecc. E' possibile che il Nizzero sia stato ucciso sul posto da una delle guardie armate di Marzotto. 

L'agiografia familiare ha sempre sostenuto essersi trattato di un gesto personale e non di un attentato politico. Ciò è possibile, ma va comunque sottolineato che se un  figlio naturale fosse stato riconosciuto il patrimonio ereditario di Gaetano Jr. sarebbe stato dimezzato e probabilmente avrebbe innescato azioni di riconoscimento imitative a parte di altri possibili figli naturali le cui madri avevano accettato la danarosa tacitazione.

Inoltre la vita di VEM era assicurata presso i LLOYDS di Londra e, come nel caso di Umberto primo di Savoia morto in un attentato, il premio non venne riscosso subito ma venne lasciato in Inghilterra per essere poi riscosso molti anni dopo la soluzione della lunga ed aspra vertenza legale di Gaetano Jr. col ramo dei cosiddetti "marzottini".

Nel libro di Bairati e in quello di Dal Lago si trovano descrizioni ed interpretazioni dell'episodio che causò la morte di VEM.

"Gaetano Marzotto ereditò così la fortuna e il ruolo del padre in un momento in cui il suo apprendistato come uomo di industria si stava ormai completando. La costante collaborazione con il padre e le esperienze all'estero gli avevano ormai fornito gli elementi necessari per prendere la guida dell'azienda." (Bairati 162)

(la mia impressione è che il clima di forte tensione sociale abbia favorito il gesto di Vittorio Nizzero). Oltre agli articoli di giornale cui si riferisce Bairati per la ricostruzione c'è un fascicolo della polizia in ACS. Esso è relativo al tentato ricatto subìto da Gaetano per opera del fratello di Vittorio, Gaetano Nizzero.



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Notare i nomi totalmente "marzottiani" scelti dalla madre sedotta e silenziata,,,







lunedì 21 marzo 2022

trattative 2

 





In questi primi venti giorni di crisi militare russo/ucraina il governo italiano ha preso le parti del paese aggredito avviando una campagna di solidarietà ai profughi con lo scopo di prepararne l'accoglienza da parte delle regioni di nordest. Ma al tempo stesso ha inviato armi ai confini e scatenato una campagna di criminalizzazione nei confronti di Putin. Il mainstream, soprattutto televisivo, si è così allineato alle distorsioni e alle censure della NATO. Alcuni sindacati di base di lavoratori portuali hanno boicottato la spedizione delle armi e in città come Pisa e Torino ci sono state manifestazioni di piazza per il dissenso dalla politica governativa.

In questo clima il Governo ha comunicato anche l'uscita dalla emergenza sanitaria, prorogando comunque alcune misure finno a fine Maggio, ma lo ha fatto dichiarando anche uno stato di emergenza umanitaria che durerà presuntivamente fino alla  fine dell'anno. Tale prolungamento dello stato di emergenza, che implica la sospensione di alcune garanzie costituzionali e giustifica il ricorso a misure emergenziali (come è stato ad esempio per i Dpcm sul Covid) serve per gestire la distribuzione delle risorse Pnrr in modo centralizzato soprattutto nei confronti del decentramento regionale.


Io constato quotidianamente e con rammarico il mio dissenso circa la narrazione mediatica sulle gravi minacce alla pace mondiale. In particolare ritengo che difronte alla operazione militare in corso in Ucraina se si vuole preservare la pace si debba rispondere non inviando armi ai confini ma mantenendo la totale equidistanza e la piena solidarietà con le popolazioni colpite. Con questo intendo sia la popolazione ucraina sia quella russofona del Dombass ingiustamente colpita da otto anni di bombe e provocazioni militari nel più totale silenzio internazionale. Penso inoltre che invece di criminalizzare Putin si debba sostenere al massimo l’iniziativa diplomatica e la trattativa in corso. 


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All’iniziativa di Putin, che per fermare l’espansione imperialista della NATO e le stragi delle popolazioni russofone in Donbass si è assunto la responsabilità di una operazione militare condotta in violazione tecnica dello Status Quo internazionale di riferimento, le principali potenze globali ovvero Cina e Ststi Uniti d’America, hanno risposto in modo diversificato. La Cina si è astenuta condannando però lo scomposto uso statunitense della crisi mentre l’occidente ha avviato una campagna di ostilità economica e un tentativo di regime change verso la Russia. 

L’obiettivo della campagna occidentale è duplice: scaricare sull’economia russa parte dei costi del great reset e delegittimare Putin dallo scenario globale. Costui ha agito mettendo in atto una violazione del diritto internazionale. Ciò ha portato ad una condanna sancita da un apposito ordine del giorno votato a stragrande maggioranza nell’Assemblea ONU. Ma l’occidente punta oltre. Vuole l’isolamento diplomatico internazionale, vorrebbe trasformare Putin in un nuovo Milosevic (che venne incarcerato all’AIA con l’accusa di crimini di guerra) sperando anche di poter fargli fare la stessa fine. 

Da qui l’azione sui cosiddetti oligarchi ovvero gli attori di successo (come Berlusconi in Italia) sul mercato finanziario nazionale. Questo ceto infatti costituisce il target ottimale sia per cancellare quote significative di debito relativo a forniture e transazioni, sia per tentare di isolare Putin dal proprio cerchio magico ed impostare a Mosca una sorta di golpe arancione.

In ogni caso con il sistema di sanzioni impacchettato dalla Ue vengono bloccati conti correnti degli oligarchi, sospese contrattazioni di forniture e scambi commerciali nonché sequestrati beni immobili compresi i lussuosi yacht. Ecco. Lo scopo delle sanzioni è chiaramente quello di creare uno stato di default dell’economia russa perché il fallimento è l’unico modo legale di cancellare debiti e crediti ovvero effettuare appunto un RESET. 


Poi quanto esso sarà “GREAT” lo si vedrà.

 



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Già l'odore della terra odor di grano, sale adagio verso me e la vita nel mio petto batte piano. respiro la nebbia, penso a te...

E se non ci son ladri, se non c'è mai la guerra, allora forse è proprio l'isola che non c'è ... che non c'è.


Pura poesia. Versi della mia generazione.

lunedì 28 febbraio 2022

Trattative

 



27 febbraio, ore 22: Trattative

In meno di quattro giorni e senza neanche utilizzare tutto il dispositivo stanziato Putin ha raggiunto l’obiettivo di riaprire il negoziato sulla stabilizzazione del Donbass e sulla non entrata ucraina nella NATO.

I telegiornali preparano la mediazione. Parte quindi il nuovo tormentone: Zelensaky e il suo esercito sono stati bravi, anzi eroici dice il mainstream, ma Putin ha il più grosso potenziale nucleare del mondo e bisogna rassegnarsi. Bisogna evitare che cresca troppo e si vedrà più avanti.

Putin quindi sta vincendo su tutta la linea rivelandosi per quel leader di alto livello storico che è. La superiorità tattico-strategica delle forze militari russe era già stata vista in Siria e ora, districandoci tra le nebbie fetenti della informazione occidentale, la rivediamo. Sarà divertente vedere le manovre comunicative, le balzane e le montagne di balle che i media occidentali tireranno fuori per evitare di celebrarlo.

Per il momento i più spiazzati sono gli USA mentre la Ue tenta il recupero blaterando un ruolo centrale di Ursula e preparando l’opinione pubblica all’idea che sarà Lukashenko a dirigere i giochi.

Boris Johnson si tira fuori sperando in un fallimento delle prime trattative e stringendosi addosso a Joe Biden in vigile attesa.

Vedremo gli sviluppi a breve e le ricadute del nuovo accordo sull’economia italiana, Energia, tecnologie e sistemi di pagamento Saranno i tavoli del secondo round dopo che Pope Francis avrà dato, o meno, il via libera.

A seconda dell’andamento di questo negoziato i costi saranno pesanti ma in ogni caso pagati soprattutto dal Veneto, dalla Lombardia, il Piemonte e l’Emilia Romagna che avranno meno mercati di sbocco, più immigrazione da gestire, meno energia e meno turismo.

Ma se i cittadini faranno i bravi ci sarà da celebrare la vittoria sul virus grazie ai vaccinati.

 


domenica 27 febbraio 2022

Weekly strat/com

 





 

 

In Ucraina è in corso una operazione militare aggressiva che viene portata avanti dalle forze russofone del Donbass sotto la direzione e il sostegno politico-militare operativo e strategico della Russia. A fronte di questa azione che oggettivamente configura una violazione del diritto internazionale c’è un po’ di confusione nell’atteggiamento della stampa occidentale. Ma soprattutto c’è una manovra strumentale da parte atlantista finalizzata a sfruttare il conflitto per un ulteriore passo avanti nel Great Reset.

 

L’Ucraina non è una democrazia pertanto ogni argomentazione secondo la quale l’occidente democratico deve prendere le sue difese non può essere fondata sul concetto di difesa democratica.  Volodymyr Zelensky ha imprigionato i leader dei partiti di opposizione compreso quello che era arrivato secondo alle elezioni, ha chiuso ben tre televisioni perché non lo sostenevano; ha fatto cioè ciò di cui la propaganda occidentale accusa Putin, ma siccome l’ha fatto con l’appoggio USA la nostra stampa non lo attacca.

L’Ucraina non è membro della NATO, ma solo partner pertanto non ci sono le condizioni formali per applicare l’articolo cinque del trattato di alleanza che prevede l’obbligo di intervento nel caso in cui uno stato membro risulti attaccato.

La reazione dell’esercito ucraino all’azione russa non sembra proporzionata e gli stessi giornali occidentali parlano di “resistenza” cioè della possibilità che si entri in una fase di guerriglia. Ciò sarebbe grave perché presupporrebbe il coinvolgimento dei civili nello scontro militare. Ma a parlare in questo senso è proprio Zelensky e ciò lascia supporre che in realtà non stia disponendo pienamente del proprio esercito nazionale.  L’obiettivo russo infatti non è quello di conquistare ed annettere il territorio ucraino ma quello demilitarizzare i confini e “denazistizzare”(o denazificare) le forze armate ucraine. Si tratta infatti di forze armate che hanno una tradizione di cooperazione ed amicizia con quelle russe e di due popoli che non hanno sentimenti di odio reciproco. E’ pur vero invece che gli ucraini si sono via via visti manipolare in funzione filo USA dal 2014 in poi.

 

Gli obbiettivi dichiarati formalmente del governo russo, dichiarazioni che peraltro risultano attendibili anche sul piano dell’analisi geopolitica, non vanno oltre una rinegoziazione degli accordi di Minsk tale da portare al riconoscimento delle piene autonomie del Donbass. Tuttavia non mancano servizi giornalistici che parlano di “espansionismo russo” quando invece dal 1990 in poi ad espandersi è stata solo la NATO. Siamo quindi in un momento in cui la comunicazione è inattendibile. Una comunicazione dominata dalla fase STRATCOM (strategic comunication) dei comandi militari in azione.

 

Diverso è il discorso relativo alla presenza di forze naziste. Dopo gli accordi fi Minsk del 2014 sono stati incorporati dei battaglioni nazisti (come AZOV) nelle truppe dell’esercito ucraino. Esse hanno svolto una continua azione di disturbo e provocazione nel Donbass in particolare contro i confini delle provincie russofone formalmente dichiarate autonome dagli accordi stessi. Ecco, la Russia intendere togliere di mezzo tali squadroni.



 




In veneto c’è un sentimento popolare di ripudio della guerra che si riscontra in piena sintonia con il mandato costituzionale della Repubblica italiana, ma la Repubblica sta mandando contingenti militari in Romania ai confini con il paese belligerante. Anche l’aviazione italiana viene utilizzata in operazioni NATO sui cieli delle repubbliche baltiche in funzione anti- bielorussa. Si tratta di azioni che contrastano col sentimento di pace e col senso di vicinanza ed amicizia verso le tante badanti ucraine che emerge in questi giorni sotto l’effetto annuncio televisivo. In proposito si notano tendenze, soprattutto nella comunicazione televisiva, a trasformare questo sentimento in sostegno a Zelensky.

Altro elemento di confusione è quello di fare associazioni un po’ nebulose tra le prospettive di l’aumento del prezzo del gas siberiano e gli enormi aumenti nelle bollette di questi giorni. Putin nelle settimane precedenti al conflitto ha incontrato importanti imprenditori italiani (Tronchetti Provera, l’ENI ecc) ribadendo la propria disponibilità a contratti di lungo periodo per la fornitura di gas a prezzi stabilizzati sui costi attuali. Una disponibilità che non è stata colta dai paesi Ue nei mesi scorsi. Ciò corrisponde ai veri obiettivi della nuova fase politica Ue, la fase del dopo Merkel, che vede l’asse franco – italiano impegnato a preparare il mercato al nuovo regime di forniture di Shale gas statunitense.

È più preoccupante l’allarme sul prezzo del grano ucraino che viene dalla Coldiretti.

 

 


domenica 13 febbraio 2022

Weekly point 3

 


1 - Vorrei ma non posso.

                                                   


1.1 Il mainstream riesce a stento a trovare la linea tra gli USA che premono sulla guerra alla Russia, Macron che la vorrebbe europea, la Germania che non ne ha bisogno e Putin che non la vuole. In Italia nessuno vorrebbe la guerra, a partire dalle imprese, ma a decidere è solo la NATO della quale per fortuna la Francia non ha simpatie.

1.2. Intanto fa capolino l’energia nucleare da fusione.

1.3. L’ambigua incertezza internazionale del nostro paese si vede anche nei servizi giornalistici che vengono dalle olimpiadi cinesi. L'Italia non boicotta ma partecipa senza enfasi. Si fanno vedere solo i risultati dei nostri atleti senza alcuna panoramica sulla nuova modernità ed efficienza della Cina.

 

1 – Long Covid.

1.1 Prosegue con lentezza l’allentamento delle briglie covidiche sul popolo. Si parla di “addio alla mascherina” ma mentre gli altri paesi europei sono molto più decisi e non pensano al green pass qui Draghi non parla di fuoriuscita dallo stato di emergenza perché preferisce uno scenario di massimo accentramento istituzionale che permetta di controllare con più forza il movimento di capitali in arrivo dalla BCE. Per tale controllo il contact tracing è strategico (considerati soprattutto i flussi di riciclaggio delle mafie) e il green pass ne è una comoda premessa infrastrutturale.

 1.2.Sono stati finalmente pubblicati i dati della farmacovigilanza passiva, dati che confermerebbero una soglia contenuta di efficacia del vaccino ma non con la variante Omicron per la quale si vedrà meglio più avanti. Si conferma però l’esistenza di effetti avversi. Per il momento quelli mortali dimostrati sarebbero pochi e quelli invalidanti a medio termine non sono ancora pienamente verificabili.

1.3 -  E’ partita una campagna più o meno sottile di sostegno a Pope Francis (Fazio ecc.) il quale avrà bisogno di un solido consenso per affrontare l’incipiente apertura all’eutanasia. Questo problema, ovvero l’introduzione di un’eutanasia più o meno mascherata anche in Italia non è più rinviabile perché servirà soprattutto a nascondere e cancellare gli effetti invalidanti di massa della futura farmacologia vaccinocrate.

3 – Repressione del dissenso.

                                         


3.1 Le misure restrittive emergenziali soprattutto nella scuola e nel lavoro, generano opposizione, per quanto ancora timida, nelle piazze. Se ad esse aggiungiamo il maggior controllo sociale che si renderà necessario in un eventuale scenario di guerra il tema dell’ordine pubblico e della repressione del dissenso diventa sempre più centrale. E sono in corso pianificazioni più o meno riservate al ministero degli interni. Per il momento siamo al monitoraggio e alla etichettatura "no vax" come premessa per la criminalizzazione. Seguirà infiltrazione e clump down.

3.2. Nonostante qualche timida agitazione studentesca, peraltro repressa a manganellate, siamo ancora nel silenzio dei rappresentanti del pensiero critico. Il silenziamento mediatico mette in ombra iniziative lodevoli come DuPre (commissione dubbio e precauzione) che coinvolge nomi affidabili del pensiero critico su posizioni di difesa costituzionale. Se son rose fioriranno; ma intanto:

4 -  tutto questo è coperto dal teatrino delle baruffe chioggiotte in parlamento.

 

 

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      The sun also ariseth, and the sun goeth down, and hasteth to his place where he arose.

                [Ecclesiastes, or The Preacher]

A proposito di satanismo

Il musicologo Marcello Piras, noto per interessanti studi di Storia del Jazz, musiche nere e voce nota di Radio3, suggerisce interessan...