sabato 7 ottobre 2017

la proprietà tissotropica di Di Maio





La "TISSOTROPIA" è la capacità di un gel di diventare fluido ed è anche una proprietà chimica del cloruro ferrico esaidrato.
Non ha proprio niente di miracoloso ma viene sfruttata per concelebrare ogni anno uno di quei miracoli che possiamo classificare tra i più famosi del mondo. La liquefazione del sangue di San Gennaro.

Essa però è riproducibile in qualunque laboratorio di chimica. Basta seguire un procedmento che prevede l'aggiunta di carbonato di calcio ad una soluzione contenente 25 grammi di cloruro ferrico in cento millilitri di acqua. Ne bastano 10 grammi e, secondo il chimico Luigi Garlaschelli, abbiamo il materiale che viene scambiato da settecento anni per sangue di santo.
Costui ha pubblicato nei primi anni novanta un articolo su Nature nel quale descrive dettagliatamente il procedimento che prevede di eliminare per dialisi il Cloruro ferrico in eccesso nonchè il cloruro di calcio formatosi e ottenere quindi il gel attraverso l'aggiunta di sale da cucina. Ecco. se lo si versa in un balsamario quello è esattamente il sangue di San Gennaro.

Ma migliaia e migliaia di credenti preferiscono vedere qualcosa di miracoloso ed inspiegable nella liquefazione ricorrente del contenuto di quella boccetta di vetro sigillata che è conservata da settecento anni nel duomo di Napoli assieme al cranio di San Gennaro.

E quindi a dare una mano ai credenti sono poi intervenuti altri scienziati, antropologhi ecc. i quali osservano che la soluzione creabile in laboratorio non ha però la capacità, a differenza di quella del Santo, di conservarsi nel tempo. E quindi il mistero rimane.

Altri hanno sostenuto che solo in tempi moderni sarebbe stato possibile creare quella cosa in laboratorio, mentre le ampolline col "sangue" miracoloso risalirebbero provatamente al terzo secolo d.C.
Ma poi altri illustri storiografi hanno chiarito che le prime segnalazioni storiche del miracolo risalgono a mille anni dopo, ovvero al 1319, epoca nella quale alcune dimostrate conoscenze alchemiche lo renderebbero, invece, possibile. E a tagliare, per costoro, la testa al toro ci sarebbe poi il fatto che nell'area napoletana vi è gran disponibilità di cloruro ferrico sotto forma di molisite, per via del vulcano.

Insomma la gran battaglia per la verità non si è ancora conclusa e in questo momento pare anzi propendere la vittoria per i sostenitori del miracolo, visto che anche il Presidente del Consiglio in pectore Luigi Di Maio si è recato a baciare l'ampolla. Potenza del mistero!

Ma Di Maio non è il capo di quel movimento politico che si è costituito e ha (quasi) vinto le lezioni in nome della verità, conro le balle dei politici?

Ah! Saperlo, saperlo...




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Cos'è un culto? Troppa poca gente per fare una minoranza...

                                                                                   (Robert Altman)



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[la citazione è tratta dal libro ANCHE LE FORMICHE NEL LORO PICCOLO SI INCAZZANO di Gino&Michelee Matteo Molinari. Baldini e Castoldi 1992]





martedì 3 ottobre 2017

Omniavulnerant: Dos de Octubre no se olvida!

Omniavulnerant: Dos de Octubre no se olvida!: Quaranta nove anni fa a Città del Messico avvenne l'episodio noto come                             NOTTE DELL’AFFLIZIONE ...

lunedì 2 ottobre 2017

Dos de Octubre no se olvida!





Quaranta nove anni fa a Città del Messico avvenne l'episodio noto come


                            NOTTE DELL’AFFLIZIONE




Il 2 ottobre 1968: fuoco dagli elicotteri a Tlatelolco come Pedro de Alvarado nel 1521. 

La prima strage all’epoca della Conquista fece almeno 300 morti, la seconda circa 500. 

Qui venne ferita gravemente anche Oriana Fallaci, che rischiò di morire. 

I corpi vennero recuperati con le reti dagli elicotteri e fatti sparire per evitare funerali di massa (che avrebbero potuto ribaltare la situazione nell’opinione pubblica come ad esempio quelli del 15 dicembre a Piazza Fontana). 

La preoccupazione del governo messicano era legata alle imminenti olimpiadi. (vedi foto) A quelle olimpiadi è legata una delle icone della contestazione sessantottina: il Black Power.





mercoledì 27 settembre 2017

Complotto Fenaroli











A chi, come me nell’età della pensione, si diverte a cercare verità scomode del recente passato, risulta laborioso stilare un elenco dei complotti. Ma certamente, veri o falsi che siano, non manca il piacere della lettura. E’ il caso del seguente la cui curiosità mi è stata stimolata da una brevissima citazione contenuta nel  libro di Mario Pacelli: STORIE DELL’ITALIA REPUBBLICANA.


Caso Fenaroli

Maria Martirano, moglie di Giovanni Fenaroli, impresario milanese, viene trovata mora l’11 settembre 1958 a Roma nel suo appartamento di via Monaci 21.
Strangolata e col cofanetto dei gioielli vuoto si pensa a rapina. Ma Egidio Sacchi, dipendente dell’impresa maritale parla dopo un paio di mesi e dice che si tratta di assassinio su commissione del marito che, avendo l’azienda in crisi voleva incassare l’assicurazione sulla vita della moglie, assicurazione della quale era beneficiario. Allo scopo l’elettrotecnico milanese Raul (o Raoul) Ghiani si era recato a Roma in aereo sotto falso nome. Il mediatore tra Fenaroli e Ghiani era stato tale Carlo Inzolia.

Fenaroli e Ghiani, quali mandante ed esecutore, furono condannati all’ergastolo nel Giugno 1961. Inzolia prese 13 anni per complicità ottenendo poi la libertà nel 1970. Ghiani fu graziato nel 1983 mentre Fenaroli è morto in carcere nel 1975.

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Secondo Pacelli dietro a questo caso appare l’ombra dei servizi segreti. E lo inquadra tra gli esempi di come, nella storia repubblicana, i politici abbiano sfruttato i servizi per le proprie lotte interne. Egli sostiene che il caso è caratterizzato da una doppia verità: la Martirano sarebbe stata uccisa da agenti del SIFAR per evitare un ricatto nei confronti dei dirigenti ITALCASSE. Ciò sarebbe attestabile soprattutto dall’esistenza di intercettazioni telefoniche di Fenaroli. Il fascicolo che le conteneva era andato distrutto, ma esisterebbe anche un altro riscontro nelle memorie del generale De Lorenzo. In esse si attesta un intervento di Segni (futuro presidente della Repubblica) sul generale (capo dei servizi segreti militari) per sollecitare le intercettazioni al fine di soddisfare una precisa richiesta di controllo su Fenaroli portata avanti dall’avvocato Francesco Carnelutti. (Costui è un potente giurista, autore tra l’altro del Codice di Procedura Civile del 1942, docente di diritto industriale e persona che ebbe una grande influenza nella formazione di Segni stesso).
L’aspetto curioso e paradossale è che Carnelutti fu avvocato difensore di Fenaroli.

A spiegare l’intervento dei vertici riservati dello Stato in un caso di omicidio apparentemente simile a tanti altri era l’ENI di Enrico Mattei, coinvolta nella vicenda perché il supposto ricatto di Maria Martirano avrebbe messo in circolazione documenti top secret e compromettenti precedentemente rubati da Fenaroli stesso. Mattei infatti finanziava illegalmente Gronchi attraverso Italcasse.


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Nel 1995 tornò ad occuparsi di tutto questo Antonio Padellaro il quale scrisse e pubblicò una ricostruzione fondata sui materiali fornitigli da Enrico De Grossi. Costui era stato agente del SIFAR di alto livello negli anni dell’assassinio ma, coinvolto in una rischiosa disavventura durante una missione segreta in Ungheria, fu dimissionato con rancore. Alla fine un po’ il rancore, un po’ la sete di verità e un po’ la pensione, porteranno De Grossi ad una inchiesta capace di mettere in luce i veri retroscena. 


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Padellaro ne ha dato voce giornalistica nel suo libro NON APRITE AGLI ASSASSINI, ma senza suscitare a suo tempo particolari clamori. Ora Pacelli, col suo accenno di pagina 88 sembra dare autorevole conferma.
                                                               




                               

mercoledì 13 settembre 2017

Omniavulnerant: Insieme, di Mogol Battisti. Arr. Detto Mariano

Omniavulnerant: Insieme, di Mogol Battisti. Arr. Detto Mariano: INSIEME, la famosa canzone di, Mogol Battisti resa nota da Mina, era nelle classifiche durante l’state 1970 quando le cronach...

Insieme, di Mogol Battisti. Arr. Detto Mariano











INSIEME, la famosa canzone di, Mogol Battisti resa nota da Mina, era nelle classifiche durante l’state 1970 quando le cronache italiane erano egemonizzate dalla vicenda relativa alla uccisione della marchesa Casati avvenuta nella casa del marito a Roma dopo essere stata colta assieme al giovane amante. Mina faceva anche la pubblicità della pasta Barilla (dove c’è Barilla c’è casa) nel Carosello delle nove di sera. E questa idea della casa con la moglie disciplinata che attende e scopre che “c’è una gran cuoca in te” strideva con la realtà dei nuovi comportamenti di massa che si facevano strada nei telegiornali. Durante l’inverno infatti, dopo l’autunno caldo, c’erano state le lotte operaie e studentesche le quali costituivano una novità culturale con comportamenti che i giornali definivano “contestazione”.
Rivedendo ora quel periodo appare chiaro che non era il contesto a rendere bella la canzone, quanto piuttosto le proprie qualità intrinseche.

Il fascino del pezzo si spiega soprattutto dal punto di vista armonico grazie al sistema di tensioni e rilassamenti che costituisce. La cosa si spiega col fatto che Mariano Detto, l’arrangiatore, si è rifatto Chacaturjan quando l’ha composta. Secondo quanto trovo scritto su Wikypedia infatti motivi ispiratori dell’arrangiamento si potrebbero trovare nell’Adagio dal Balletto Spartak, scritto dal compositore russo nel 1941 agli albori della guerra.

Anche il testo comunque fa la sua parte descrivendo il sentimento desiderante di una donna (nella versione di Mina) che viene stregata da uno sconosciuto (io non ti conosco e non so chi sei) e finisce a letto (tu, l’amore ed io insieme) dopo aver cancellato tutti i sogni precedenti. La donna viene rapita da un innamoramento potente e si sente disposta anche ad amare per sempre (io ti amo e ti amerò fin che lo vuoi, anche sempre se tu lo vorrai), ma con molto realismo capisce che non è il caso di chiedere a lui quanto si fermerà, le basta l’emozione di quel vissuto momentaneo. L’emozione di un giorno che vale una vita intera (dura un giorno la mia vita, io saprò che l’ho vissuta anche solo un giorno ma l’avrò fermata insieme a te.)
Lo sviluppo armonico enfatizza proprio quel “sempre” che costituisce il culmine sia della melodia che della narrazione.




Il titolo comunque è un po’ sfigato perché lo ha usato Toto Cutugno per cantare l’unità dell’Europa e sfoggiare quindi un ottimismo di altri tempi. L’Europa non è lontana/c’è una canzone italiana… ecc. Retoriche d’ante Brexit.



NOTE: Nel Giugno del ’70 ci fu la famosa partita Italia – Germania 4 a 3 che costituisce la prima esplosione di tifo calcistico di rilevanza nazionale.

NEL MAGGIO venne varato lo Statuto dei Lavoratori e partì la vicenda unità sindacale, 150 ore ecc.


In quei mesi l'estrema destra italiana e internazionale, la Mafia e settori particolarI della NATO preparavano il golpe Borghese. L'obiettivo della CIA era quello di rendere sicuro il fianco sud attraverso i regimi autoritari (Grecia, Spagna e Portogallo, mancava solo l'Italia) per garantire Israele.
Ma non ci riuscirono. E la lezione di tenuta democratica che ne derivò contribuì a preparare l'idea del Compromesso Storico.






Insieme, per sempre ?












venerdì 8 settembre 2017

Eredità con delitto, a CreatiVò Euganeo







Sabato 2 settembre ultimo scorso presso la villa Contarini Giovannelli Venier di Vò Vecchio (PD), si è tenuta una serata dedicata all’evento: “EREDITÀ CON DELITTO”.


L’evento, la cui concezione si deve alla Associazione Culturale CreatiVò, si inquadra nelle moderne iniziative per l’attrattiva turistica, sfrutta il moderno gusto giallistico del pubblico e propone un’esperienza di coinvolgimento teatrale tra le sale di un palazzo di concezione secentesca noto anche per essere stato luogo di concentramento degli ebrei durante la persecuzione razziale. A tal proposito il terzo piano ospita un museo della shoah.




La villa ha un suo fascino da palazzo veneziano, ma risulta suggestiva soprattutto nella scalinata esterna che accoglie sontuosamente i gruppi partecipanti dopo le opportune spiegazioni della serata e delle sue regole. Ogni gruppo, il cui compito è quello di investigare, si iscrive e si dà un nome. Prevale ovviamente l’allusione alla cultura giallistica per cui si sprecano i riferimenti a Sherlock, Poirot, Agatha Christie, la signora Fletcher e quant’altro. Non c’era, curiosamente, l’Ispettore Capo Barnaby, ma c’erano comunque gli ILLUMINATI ad assicurare il retrogusto esoterico della serata.



Il Conte, erede universale, annuncia il proprio matrimonio e presenta la futura sposa. Ma il pubblico non tarda a sapere che c‘è anche una ex amante incinta, la quale pare seriamente intenzionata a non abortire. Il fratello del conte mostra poi una certa inclinazione ad accettare le proposte di complotto della serva e così l’intreccio assume una vaghezza mozartiana, sottolineata dal brillante suonatore di clavicembalo. La musica infatti intrattiene dal vivo il pubblico durante il ricco buffet con delitto.
E così mangiando, e bevendo dell’ottimo Serprino, si arriva al clou della serata ovvero all’assassinio. Sul più bello infatti arriva, sonoramente direi, il morto che, giacente ai piedi della mirabile scala “a bovolo” del MEDUNA, lancia di fatto la sua sfida all’intero pubblico di ferrati giallisti i quali assistono in diretta all’evento criminale. Chi è stato? Com’è avvenuto e perchè?  Ebbene si; ciò è quanto si dovrà appurare nell’ultima parte della serata.

I capigruppo, ovvero i vari Poirot e Agate in erba che hanno versato la quota partecipativa di euro dodici, potranno interrogare i sospetti e formulare, dopo opportune riunioni di gruppo, il responso finale: è stato il maggiordomo! O forse no. Anzi, sicuramente no, dato che il maggiordomo in quella storia non c’è proprio. Comunque al gruppo vincitore ricchi premi e cotillon.



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Direi che la serata è risultata divertente e stimolante Ma tutto questo senza esagerare. La compagnia teatrale “La valigia” (di Orgiano) recita con passione e buon gusto un copione flessibile che viene adattato al peregrinare di un centinaio di persone tra saloni con quadri e mobilio. I pregevoli maestri musicisti Veronese e Riminini (Pianoforte, fisarmonica e sax contralto), hanno il loro daffare a conquistarsi il meritato silenzio del pubblico e la cucina deve assicurare il cattering ad un pubblico famelico delle dieci di sera. Sul tutto prevalgono però gli ottimi pezzi jazz alla Take Five di Brubeckiana memoria. 

Insomma, serata di notevole buon gusto e ironia che valorizza il piccolo borgo storico del comune di Vò ai piedi dei colli Euganei.



Golpe argentino

On March 24, 1976, Argentina's armed forces dismantled Isabel Perón's constitutional government amid economic crisis, rampant infla...