giovedì 16 novembre 2017

Eros paolino






Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli i capelli!
Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi allora si copra.
In ogni caso, comunque:
                         
                                          "MEGLIO SPOSARSI CHE ARDERE"

1 Corinzi 7 - 9

Attualità del Verso leopardiano










verso Leopardiano (XXII Canto, “ al conte Pepoli”, verso 145):


Pur sento in me rivivere/
gl’inganni aperti e noti;/
e de’ suoi proprii moti/
si maraviglia il sen.

lunedì 6 novembre 2017

Gaetano Marzotto nella rivoluzione russa








  Che la rivoluzione di Lenin e Trotzkj sia stata fatta in novembre è sempre stato chiaro agli occidentali. Lo spiegò subito John Reed nel suo famosissimo testo Ten Days that shook the World del 1919.

Questo storico libro scritto dall’unico americano sepolto sotto e mura del Cremlino si apre con la scritta che Lenin volle di persona per raccomandarne “senza riserve” la lettura a tutti i lavoratori del mondo, in quanto: “Vi sono esposti in forma vivida e precisa avvenimenti estremamente significativi per comprendere che cosa sono in realtà la rivoluzione proletaria e la dittatura del proletariato”.

                                                                       *

 Il numero 1 della rivista INTERNAZIONALE EXTRA uscito il 25 ottobre 2017 a cento anni dalla rivoluzione, offre al lettore una corposa rassegna di articoli scritti all’epoca.
Tra essi scelgo Trotzkj e il suo articolo su Novyj Mir del 12 Marzo 1917. Trotzky era appena giunto negli Stati Uniti nel Gennaio 1917 e, ospitato dalla redazione della rivista degli esuli che allora era diretta da Nikolaj Bucharin e Alessandra Kollontaj, pubblicò un articolo che descriveva la situazione in Russia. Vi si legge che c’è la guerra come nel 1905 ma i lavoratori vogliono pace, pane e libertà. Contro di loro il governo mobilita i cosacchi e ancora una volta nelle strade si vedono i lavoratori rivoluzionari affrontati dalle truppe dello zar. La guerra è arrivata quando in Russia era già in fermento l’ondata rivoluzionaria, scrive Trotzkj, e ora le masse affamate difronte alla repressione scendono in piazza. Quale dev’essere la tattica della classe lavoratrice?  Ebbene caduta la maschera del nazionalismo patriottardo e al cospetto di questa “criminale anarchia dello zarismo rasputiniano” il proletariato socialista della Russia abbandona le posizioni nazionaliste che ammorbano l’Internazionale e ci esorta a non mitigare anzi ad inasprire la lotta rivoluzionaria.
Questi eventi “forgiati nel fuoco”, scrive sempre Trotzkj, ci fanno testimoni dell’inizio della seconda rivoluzione russa e molti di noi, è la nostra speranza, vi prenderanno parte.

                                                                    **
 Ora può risultare molto curioso per un lettore valdagnese, osservare che mentre Trotskj scriveva tali profetiche parole dagli Stati Uniti, il ventitreenne Gaetano Marzotto, caporale della seconda Armata, fu uno di tali testimoni perché si trovava in licenza in Russia, esattamente a Pietrogrado, albergo Astoria.
Era membro della delegazione italiana capitanata dalla Camera del Commercio di Genova con l’obiettivo di tracciare le basi per un nuovo piano commerciale Italia/Russia dopo la crisi della industria tessile tedesca e la distruzione delle fabbriche polacche dovute ai tre anni di guerra precedenti.
Lo racconta molto bene Piero Bairati nel suo libro SUL FILO DI LANA edito da Il Mulino nel 1986 (pgg 140 – 150)
Il 12 Marzo 1917 la Duma (parlamento russo) si schierò con la rivoluzione e il 15 Marzo lo zar abdicò. Ebbene nella notte tra il 13 e il 14 Marzo la folla rivoluzionaria occupò Palazzo Makinsky in Piazza Maria  difronte all’Astoria e, dopo qualche fucilata una delle quali raggiunse proprio la stanza di Gaetano Marzotto, fece irruzione nella hall. La delegazione italiana con valige e bandiere si fece largo tra la folla. Una folla che, stando al resoconto del presidente camerale Augusto Jaccarino, non era affatto ostile verso gli italiani anzi “costituì spontaneamente una guardia d’onore” (146) che permise ai nostri di raggiungere l’ambasciata italiana. L’ambasciata che in quelle ore offriva asilo agli italiani, era di fatto trasformata in un improvviso bivacco tanto che qualcuno del nostri “trovò posto nella sala del bigliardo, sul panno verde”. Tale annotazione di Bairati lascia pensare ad auspici commerciali per i panni di Marzotto, ma come sappiamo dalla storia poi non fu così. Nei giorni successivi da quella ambasciata partì una delegazione italiana che venne ricevuta dalla Duma per sollecitare un riconoscimento ufficiale al nuovo governo, quello di Kerenskj che verrà poi rovesciato dai bolscevichi nell’ottobre (Novembre) successivo.


                                                                    ***

Nel testo di John Reed viene introdotta una cronologia degli avvenimenti del 1917 riferita ad entrambi i sistemi di datazione in vigore all’epoca: quello del vecchio calendario giuliano russo e quello riferito al calendario gregoriano.
Tra i due sistemi vi sono tredici giorni di differenza e pertanto il momento apicale della presa di potere bolscevica porterà la date del 25 e 26 Ottobre nei documenti autoctoni, ma 7 e 8 Novembre nelle corrispondenze dei cronisti occidentali. I bolscevichi introdurranno la datazione gregoriana pochi mesi dopo, precisamente il 14 febbraio del 1918, e John Reed userà sempre l’espressione “Rivoluzione di Novembre”. E con tale dicitura essa circolerà anche in Italia tra i comunisti clandestini nel ventennio successivo. Tuttavia essa passerà alla storia come rivoluzione d’ottobre e anzi la stessa parola “Ottobre” diventerà evocativa dell’idea stessa di rivoluzione proletaria.

Molto di questo è dovuto al film di EJZENSTEJN Oktiabr’ presentato nel 1928 per il decennale della Rivoluzione. Può risultare curioso osservare che tale film uscì con qualche mese di ritardo cioè appunto nell’anno 1928 anziché 1927, per eliminare le scene con Trotzkj, caduto in disgrazia.



giovedì 2 novembre 2017

Balfour e WW3





Cento anni fa, il 2 Novembre 1917, la Gran Bretagna si impegnava col Congresso Sionista Mondiale a garantire l'esistenza di un focolare nazionale ebraico in Palestina.
L'impegno fu reso noto e ufficializzato attraverso la dichiarazione pubblica del conte Arthur Balfour esponente conservatore britannico di alto rango.

Quell'accordo stipulato con la organizzazione sionista pose le basi per la creazione dello Stato di Israele scavalcando e tradendo gli impegni precedentemente presi con gli Arabi, soprattutto grazie al lavoro del consigliere militare Lowrence d'Arabia. Impegni rivelatisi decisivi per ottenere la vittoria sul campo contro l'impero Ottomano.

In quel momento esistevano già gli accordi Sykes Picot (1916) per la spartizione con i Francesi del territorio che verrà liberato dal sangue arabo. Quegli accordi che, con una logica del tutto avulsa dalle aspirazioni delle popolazioni locali, creeranno stati come l'Irak tutt'oggi in discussione e causeranno grandi sofferenze al popolo palestinese.

Le nuove festività consumistiche come HALLOWEEN e la retorica su WW1 coprono in questi giorni informazioni storiografiche che spiegherebbero perchè nel mondo non c'è la pace. Il mainstream telegiornalonico arriva al punto di storpiare le parole di Papa Francesco il quale ha denunciato anche oggi la corsa verso la guerra. Quella guerra che serve a definire l'assetto del mondo post petrolifero e il ruolo di Israele in esso.


domenica 29 ottobre 2017

Continua il velato sostegno a Renzuschino






In vista delle elezioni gli episodi di informazione criptorenziana si moltiplicano.  I telegiornali della sera cercano scuse per mostrare Renzi anche se non c'è niente da dire su di lui ecc. L'importante sono i minuti di visibilità. Se per esempio il Presidente del Senato, che è la seconda carica della Repubblica in ordine di importanza, lascia il partito che l'ha eletto, la sua immagine totalizza comunque meno tempo di quella del segretario di quel partito mentre va ad una conferenza. Perchè il segretario è Renzi of course.
La cosa dura da un po' di tempo e pare destinata a ad accompagnarci fino a Marzo del prossimo anno. E ciò avviene nonostante il Presidente del Consiglio sia un altro. Gentiloni gode della visibilità che spetta ad un Presidente del Consoglio in carica, ma a Renzuschino perchè spetta? Temo che il fatto sia legato all'accordo con Berlusconi. Evidentemente c'è una parte dell'establishment che ha degli interessi opachi legati a quegli accordi. E se quella parte è la massoneria finanziaria italiana, ovvero quel cancro che è radicato nel centro Italia fin dal Risorgimento, possiamo star certi che ce li troveremo ancora per molto. Almeno fino alla soluzione del problema MPS.

Ma gli esempi di criptorenzismo non mancano neanche qui dalle mie parti.



Nel giorno in cui viene deliberata la riconferma Ignazio Visco alla carica di Governatore della Banca d’Italia, il Giornale di Vicenza pubblica tra le lettere al Direttore quella di Mario Balbo, a lungo amministratore della Cgil vicentina, nella quale viene denunciato il ruolo e la responsabilità di Visco nel tracollo della Banca Popolare di Vicenza. 

Vi si allega (ma il GdVi non la pubblica) anche una raccolta di firme su di un appello vicentino per un ricambio del vertice della Banca d’Italia. L’appello era stato redatto e le firme erano state raccolte ancora nel settembre scorso rivolgendosi alla Presidenza della Repubblica. Si tratta cioè di una azione partita in tempi non sospetti perché non erano ancora note le attuali divergenze tra presidente del Consiglio e segretario del PD.
Ciò nonostante la cosa ha un sapore di sostegno a Renzi nel suo confronto interno con Gentiloni. E’ certo possibile che la lettera e i suoi promotori non avessero inizialmente intenzione di sostenere Renzi, ma a mio avviso il Direttore del quotidiano ha scelto la data di pubblicazione con tale consapevolezza.

La lettera riassume alcune pesanti critiche a Visco nei suoi rapporti con Banca Popolare Vicentina e in particolare con Zonin. Vediamone alcune.
Innanzitutto la mancata vigilanza attiva, le operazioni “baciate” e la vendita ingannevole di prodotti alto rischio a clienti con profilo assolutamente inadatto. Poi il fatto che Palazzo Repetta (Banca d’Italia a Vicenza) venne acquistato da BpVi quando era già nota la crisi di liquidità di quest’ultima, comportando ciononostante un impegno per 9 milioni di Euro. Inoltre il fatto che alcune operazioni dal cattivo sapore sono passate sotto gli occhi del Governatore senza far scattare azioni di controllo o anche semplici sospetti. Come l’assunzione di ispettori e ufficiali della Guardia di Finanza. Anzi, e questo non lo sapevo, lo stesso Foiadelli, che fu in passato dinamico Procuratore a Vicenza, fu assunto da Zonin.
Quindi la lettera attacca l’idea di cerchio magico renziano tacciandola di “invenzione” per alludere che invece il “sistema marcio” è questo. Ora trovo che il ragionamento in linea di massima tiene e le critiche mi risultano perfettamente condivisibili, ma è un peccato che non si parli del fatto che da Settembre ad oggi si è dato il via ad un lavoro di Commissione Parlamentare sugli scandali bancari, una Commissione che, per la sua composizione voluta da Renzi, non promette nulla di buono e che, a partire dalle prime audizioni già effettuate sembra offrire silenzi e protezioni ai protagonisti. Forse lo si fa per proteggere il Governo e per avocare, nei limiti del possibile, gli scandali bancari dalla immanente campagna elettorale, ma certo non si vede in tale Commissione l’intento di portare chiarezza definitiva.  

Trovo inoltre che ogni invocazione di pulizia e moralità non possa prescindere dalla denuncia che lo stesso governo in carica, in piena continuità col precedente, è piuttosto opaco. La sottosegretaria Boschi ha difeso in Parlamento l’onore del proprio padre ricorrendo ad affermazioni che ora risultano smentite dai processi in corso, il padre di Renzi è coinvolto, per sospetto traffico di influenze, nello scandalo Consip e sono in atto da mesi manovre di repressione interna all’arma dei Carabinieri contro gli ufficiali che lo avevano indagato. Il ministro dello Sport Lotti è indagato per vicende a tutto ciò collegate. E un simile governo, potere esecutivo non legislativo, chiede la fiducia addirittura su una nuova legge elettorale.

Mi auguro che tutto ciò venga spazzato via da un elettorato popolare consapevole. Esso infatti oggi dispone anche di mezzi informativi diversi da quelli in mano ai governanti. E sono certo che se il “sistema è marcio” non lo è solo a Vicenza.




Golpe argentino

On March 24, 1976, Argentina's armed forces dismantled Isabel Perón's constitutional government amid economic crisis, rampant infla...