venerdì 17 novembre 2017

La settimana







1 - Oggi il GdVi dà notizia anche in prima pagina che la banca di Zonin pagava gli 007. Un articolo interno precisa che tra il 2009 e il 2013 fu la banca siciliana aperta da Zonin a contabilizzare almeno 1600 movimenti disposti dagli uffici della Presidenza del Consiglio per pagamenti in tutta Italia. Altri punti dell’articolo lasciano intendere che si trattasse di stipendi destinati in varie parti d’Italia, come a dire che la banca conoscerebbe l’identità degli agenti segreti. Mi pare una versione piuttosto ingenua. Inoltre la mancanza di riservatezza e l’uso di espressioni come “007” per definire incarichi riservati dello Stato mi sa tanto da romanzetto popolare. Ciò avviene inoltre nel giorno della morte di Riina con relativo clamore antimafia del mainstream e il fatto che a pagare gli agenti segreti fosse la banca siciliana di Zonin potrebbe ingenerare associazioni improprie, ma di sicuro sapore propagandistico, come l’idea che Zonin fosse un bravo banchiere dalla parte dello Stato contro la Mafia. Anche questa mi pare una versione piuttosto ingenua.

Penso che lo Stato per movimentare pagamenti riservati usi banche diverse e procedure cautelative che non lascino ricostruire tali movimenti. Ma è certo probabile che nel procedimento giudiziario fallimentare, che tra l’altro pare che si terrà proprio a Vicenza e addirittura nel teatro cittadino, debbano rimanere segretate alcune informazioni. Cari creditori sappiate che non potrete avere trasparenza in questa vicenda, accontentatevi del risarcimento che i politici, per intercessione di Renzuschino, stanno concordando per voi. Ecco il messaggio.



2 – Pope Francis ha riaperto il fronte del fine vita. Si tratta della necessità ormai improcrastinabile di aprire nuovi spazi etici affinché la ricerca prosegua spedita anche laddove risulta latente l’eugenetica. Quello del fine vita è l’approccio buonista ad un tema potente come l’eutanasia e l’eugenetica. Le quali finora erano confini insuperabili per la ricerca occidentale, ma con l’incalzare della globalizzazione potremmo perdere troppo spazio rispetto alla crescita degli orientali. Per cui avanti tutta, via libera. Con la genetica medicale arriveranno anche miglioramenti notevoli nella lotta alle malattie incurabili del nostro tempo. E ci sarà, speriamo, più vita per tutti. Affare fatto, vai Francis!



3 – Le campagne per la introduzione di nuove fattispecie di reato, come l’omicidio stradale o il femminicidio, proseguono sostenute dal martellante tam tam telegiornalistico. Si tratta di nuovi reati che aprono importanti spazi di mercato alle compagnie assicurative le quali predispongono a spron battuto nuove offerte assicurative con polizze ad hoc. Ora si tratta delle molestie sessuali e su di esse la cronaca si fa pubblicità occulta. Aiutata da un sinistrismo femminista di maniera of course. 

Si fa sempre più attuale la frase di Aldous Huxley laddove scrisse (più o meno):
“La dittatura perfetta avrà la sembianza di democrazia. Sarà una prigione senza muri con prigionieri che non sognano mai di fuggire. Un sistema dove, grazie al consumo e al divertimento, i popoli ameranno la propria schiavitù”.

Mai dire mai.

                                                       ***

Dulcis in fundo.

4 – Prosegue l’ipergemmazione di forze politiche nuove a sinistra. Oggi è la volta di Lista del Popolo che mette assieme Ingroia con Giulietto Chiesa. E’ opportuno tenerla d’occhio perché non è un’operazione “antipopulista”, ma di sapore innovativo. Vedi



Mi interessano molto i testimonial di questa operazione, tra i quali Franco Cardini, Fabio Mini e Aldo Giannuli, autori che in questi ultimi anni mi hanno stimolato positivamente.



In bocca al lupo!





giovedì 16 novembre 2017

Eros paolino






Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli i capelli!
Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi allora si copra.
In ogni caso, comunque:
                         
                                          "MEGLIO SPOSARSI CHE ARDERE"

1 Corinzi 7 - 9

Attualità del Verso leopardiano










verso Leopardiano (XXII Canto, “ al conte Pepoli”, verso 145):


Pur sento in me rivivere/
gl’inganni aperti e noti;/
e de’ suoi proprii moti/
si maraviglia il sen.

lunedì 6 novembre 2017

Gaetano Marzotto nella rivoluzione russa








  Che la rivoluzione di Lenin e Trotzkj sia stata fatta in novembre è sempre stato chiaro agli occidentali. Lo spiegò subito John Reed nel suo famosissimo testo Ten Days that shook the World del 1919.

Questo storico libro scritto dall’unico americano sepolto sotto e mura del Cremlino si apre con la scritta che Lenin volle di persona per raccomandarne “senza riserve” la lettura a tutti i lavoratori del mondo, in quanto: “Vi sono esposti in forma vivida e precisa avvenimenti estremamente significativi per comprendere che cosa sono in realtà la rivoluzione proletaria e la dittatura del proletariato”.

                                                                       *

 Il numero 1 della rivista INTERNAZIONALE EXTRA uscito il 25 ottobre 2017 a cento anni dalla rivoluzione, offre al lettore una corposa rassegna di articoli scritti all’epoca.
Tra essi scelgo Trotzkj e il suo articolo su Novyj Mir del 12 Marzo 1917. Trotzky era appena giunto negli Stati Uniti nel Gennaio 1917 e, ospitato dalla redazione della rivista degli esuli che allora era diretta da Nikolaj Bucharin e Alessandra Kollontaj, pubblicò un articolo che descriveva la situazione in Russia. Vi si legge che c’è la guerra come nel 1905 ma i lavoratori vogliono pace, pane e libertà. Contro di loro il governo mobilita i cosacchi e ancora una volta nelle strade si vedono i lavoratori rivoluzionari affrontati dalle truppe dello zar. La guerra è arrivata quando in Russia era già in fermento l’ondata rivoluzionaria, scrive Trotzkj, e ora le masse affamate difronte alla repressione scendono in piazza. Quale dev’essere la tattica della classe lavoratrice?  Ebbene caduta la maschera del nazionalismo patriottardo e al cospetto di questa “criminale anarchia dello zarismo rasputiniano” il proletariato socialista della Russia abbandona le posizioni nazionaliste che ammorbano l’Internazionale e ci esorta a non mitigare anzi ad inasprire la lotta rivoluzionaria.
Questi eventi “forgiati nel fuoco”, scrive sempre Trotzkj, ci fanno testimoni dell’inizio della seconda rivoluzione russa e molti di noi, è la nostra speranza, vi prenderanno parte.

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 Ora può risultare molto curioso per un lettore valdagnese, osservare che mentre Trotskj scriveva tali profetiche parole dagli Stati Uniti, il ventitreenne Gaetano Marzotto, caporale della seconda Armata, fu uno di tali testimoni perché si trovava in licenza in Russia, esattamente a Pietrogrado, albergo Astoria.
Era membro della delegazione italiana capitanata dalla Camera del Commercio di Genova con l’obiettivo di tracciare le basi per un nuovo piano commerciale Italia/Russia dopo la crisi della industria tessile tedesca e la distruzione delle fabbriche polacche dovute ai tre anni di guerra precedenti.
Lo racconta molto bene Piero Bairati nel suo libro SUL FILO DI LANA edito da Il Mulino nel 1986 (pgg 140 – 150)
Il 12 Marzo 1917 la Duma (parlamento russo) si schierò con la rivoluzione e il 15 Marzo lo zar abdicò. Ebbene nella notte tra il 13 e il 14 Marzo la folla rivoluzionaria occupò Palazzo Makinsky in Piazza Maria  difronte all’Astoria e, dopo qualche fucilata una delle quali raggiunse proprio la stanza di Gaetano Marzotto, fece irruzione nella hall. La delegazione italiana con valige e bandiere si fece largo tra la folla. Una folla che, stando al resoconto del presidente camerale Augusto Jaccarino, non era affatto ostile verso gli italiani anzi “costituì spontaneamente una guardia d’onore” (146) che permise ai nostri di raggiungere l’ambasciata italiana. L’ambasciata che in quelle ore offriva asilo agli italiani, era di fatto trasformata in un improvviso bivacco tanto che qualcuno del nostri “trovò posto nella sala del bigliardo, sul panno verde”. Tale annotazione di Bairati lascia pensare ad auspici commerciali per i panni di Marzotto, ma come sappiamo dalla storia poi non fu così. Nei giorni successivi da quella ambasciata partì una delegazione italiana che venne ricevuta dalla Duma per sollecitare un riconoscimento ufficiale al nuovo governo, quello di Kerenskj che verrà poi rovesciato dai bolscevichi nell’ottobre (Novembre) successivo.


                                                                    ***

Nel testo di John Reed viene introdotta una cronologia degli avvenimenti del 1917 riferita ad entrambi i sistemi di datazione in vigore all’epoca: quello del vecchio calendario giuliano russo e quello riferito al calendario gregoriano.
Tra i due sistemi vi sono tredici giorni di differenza e pertanto il momento apicale della presa di potere bolscevica porterà la date del 25 e 26 Ottobre nei documenti autoctoni, ma 7 e 8 Novembre nelle corrispondenze dei cronisti occidentali. I bolscevichi introdurranno la datazione gregoriana pochi mesi dopo, precisamente il 14 febbraio del 1918, e John Reed userà sempre l’espressione “Rivoluzione di Novembre”. E con tale dicitura essa circolerà anche in Italia tra i comunisti clandestini nel ventennio successivo. Tuttavia essa passerà alla storia come rivoluzione d’ottobre e anzi la stessa parola “Ottobre” diventerà evocativa dell’idea stessa di rivoluzione proletaria.

Molto di questo è dovuto al film di EJZENSTEJN Oktiabr’ presentato nel 1928 per il decennale della Rivoluzione. Può risultare curioso osservare che tale film uscì con qualche mese di ritardo cioè appunto nell’anno 1928 anziché 1927, per eliminare le scene con Trotzkj, caduto in disgrazia.



giovedì 2 novembre 2017

Balfour e WW3





Cento anni fa, il 2 Novembre 1917, la Gran Bretagna si impegnava col Congresso Sionista Mondiale a garantire l'esistenza di un focolare nazionale ebraico in Palestina.
L'impegno fu reso noto e ufficializzato attraverso la dichiarazione pubblica del conte Arthur Balfour esponente conservatore britannico di alto rango.

Quell'accordo stipulato con la organizzazione sionista pose le basi per la creazione dello Stato di Israele scavalcando e tradendo gli impegni precedentemente presi con gli Arabi, soprattutto grazie al lavoro del consigliere militare Lowrence d'Arabia. Impegni rivelatisi decisivi per ottenere la vittoria sul campo contro l'impero Ottomano.

In quel momento esistevano già gli accordi Sykes Picot (1916) per la spartizione con i Francesi del territorio che verrà liberato dal sangue arabo. Quegli accordi che, con una logica del tutto avulsa dalle aspirazioni delle popolazioni locali, creeranno stati come l'Irak tutt'oggi in discussione e causeranno grandi sofferenze al popolo palestinese.

Le nuove festività consumistiche come HALLOWEEN e la retorica su WW1 coprono in questi giorni informazioni storiografiche che spiegherebbero perchè nel mondo non c'è la pace. Il mainstream telegiornalonico arriva al punto di storpiare le parole di Papa Francesco il quale ha denunciato anche oggi la corsa verso la guerra. Quella guerra che serve a definire l'assetto del mondo post petrolifero e il ruolo di Israele in esso.


Golpe argentino

On March 24, 1976, Argentina's armed forces dismantled Isabel Perón's constitutional government amid economic crisis, rampant infla...