domenica 7 gennaio 2024
la befana RAI e il caso MORO
lunedì 18 dicembre 2023
Disforie
DISFORIE.
La disforia di genere è quando una persona sta male nel proprio corpo e desidera cambiarlo.
Nel 2023 Zaia ha introdotto in Veneto un nuovo Centro per la Transizione di Genere al Policlinico di Padova. A mio avviso è solo un primo passo istituzionale, che si riferisce ad un itinerario esplorativo verso l’apertura alla cultura gender. Questo infatti è uno degli obiettivi prefigurati dall’Agenda 2030. Con tale politica si intende infatti in termini generali affrontare le diseguaglianze e garantire che uomini e donne abbiano il medesimo diritto di accesso ai benefici delle politiche pubbliche, in particolare quelle sanitarie. Ma in termini specifici l’obiettivo e quello di integrare la prospettiva di genere in tutte e fasi progettazione, attuazione ecc. della politica in un’ottica equa ed inclusiva.
Ora, a mio avviso, il pieno riconoscimento di liberta nell’orientamento sessuale è stato un passo avanti ma non va confuso con la identità di genere.
Identità di genere e orientamento sessuale sono due
questioni non necessariamente associabili. Associarle costituisce in realtà una
precisa scelta comunicativa che punta a creare un nuovo linguaggio inclusivo.
Apparentemente si promuove l’accettazione e il rispetto della diversità ma in
realtà si attacca un fondamento antropologico della nostra consapevolezza. Si
tratta solo di un marketing ideologico che vuole de-costruire il modello di
genere biologicamente corretto e consolidato. Un messaggio prodromico per
aprire la prospettiva del Transumanesimo. Esso ci verrà centellinato in
ossequio al metodo della rana bollita di Chomsky.
Ora esso viene per il momento introdotto dal lato delle politiche sanitarie ma
per affermarsi necessita di una cultura self ID e per diffondersi entrerà dalle
scuole nella nuova generazine.
Ora, il principale ostacolo di questa operazione e
costituito dalle famiglie. Quindi vanno aggirate e a questo ci pensa la
“carriera alias”. Un regolamento scolastico innovativo che mette le burocrazie
scolastiche in grado di gestire il self ID (auto definizione del genere). Essa arriverà
fino alle scuole primarie e verrà diffusa attraverso l’opera di psicologi conferenzieri
che altro non sono che poliziotti sanitari. Predicatori di una nuova educazione
gender come nuova dimensione dell’eroticamente corretto.
Per poter by-passare i filtri pregiudiziali di cui sono portatrici le principali organizzazioni di rappresentanza, quali ad esempio – ahimè – la Cgil scuola, questa nuova ideologia deve presentarsi come battaglia per l’uguaglianza e i diritti delle minoranze. Ed ecco il ruolo della falange mediatica ovvero l’apertura del nuovo fronte: quello del neofemminismo distopico ed ectogenetico
La ectogenesi sarà il futuro della maternità surrogata ma prima, fin che si svecchiano le generazioni novecentesche, c’è una tappa intermedia.
L’utero è mio e me lo gestisco io? Roba vecchia, Sono
cambiati i tempi. Oggi c’è l’Utero artificiale. Si parla già di uso dell’ utero
delle donne in coma per portare avanti le gravidanze. Un utero biologico come
tappa intermedia della nuova medicina riproduttiva ectogenetica tesa alla
crescita del feto al di fuori dell’utero materno. Non più copula ma fabbricazione.
Sgravare le donne da una malattia chiamata gravidanza
Utero in affitto, byo bag, il tutto condito con la vecchia lotta al
patriarcato.
In realtà essa è solo una
svilirizzazione che serve come cavallo di Troia per l’attacco alla gravidanza femminile … Il fatto che il ruolo
riproduttivo sia antropologicamente affidato al genere femminile è legato ad
una condizione biofisica che oggi può essere tecnicamente superata. La
riproduzione può essere fatta in ambito industriale o comunque laboratori
dedicati alla produzione di nuovi individui umani o anche post umani. E non si
tratta di svolazzi fantasy ma di concrete possibilità tecnicamente attuabili.
Il limite alle nuove potenzialità biogenetiche è solo, appunto, il nostro
fondamento antropologico.
Una rivoluzione sessuale inizia con la emancipazione delle donne, vittime principali del patriarcato. (Kate Millett, La politica de sesso 1970)
sabato 25 novembre 2023
Ok, better to shut up
Ok, better to shut up
L’opinione pubblica di questa settimana che si conclude con la celebrazione del 25 novembre è stata scossa dall’omicidio Cecchettin. Esso ha visto la giovane Giulia uccisa a coltellate dall'ex fidanzato probabilmente con premeditazione..
Cos’è la Giornata
Istituita dall’ONU che ha ratificato la proposta dell’Assemblea domenicana tenutasi a Bogotà nel 1981. In tale assemblea si riunirono le rappresentanze femministe latino americane. Venne indicata tale data in ricordo del sacrificio delle tre sorelle Mirabal, dette “mariposas”, che avvenne nel 1960. Fu un eccidio politico perché le tre sorelle erano rivoluzionarie clandestine. Non so se hanno subito anche sevizie di carattere sessuale è possibile ma la causa ufficiale della morte e’ chiamata “bastonatura” ad opera delle polizia politica di Trujillo Molina.
Quest’anno la giornata contro la violenza sulle donne è stata usata per
coprire le manifestazioni pro Palestina. Esse infatti non sono gradite ad
Israele con la quale ENI ha accordi riservati per lo sfruttamento gasifero
mediterraneo. Esso si trova sul mare di Gaza e i progetti annunciati dai BRICS
vengono percepiti come una minaccia ai nostri interesi. Entrambi gli stati
(Italiano e Israeliano) non hanno piacere che si chiacchieri tanto di tale
cointeressenza. Se le spiagge di Gaza passano a territorio Israeliano noi
abbiamo già l’opzione per diventare il più importante hub di importazione gas Europa
compreso paesi nordici.
In questo contesto la solidarietà palestinese è solo una rottura di scatole e la Giorgia lo ha capito solo quando si è seduta sulla poltrona. Occorre tenersi buoni anche gli americani e ciò spiega l’iniziativa GdV Wekly (Il Giornale di Vicenza per gli americani delle basi) che mostra le foto della manifestazione.
Questa enfatizzazione, oltre che a coprire il genocidio palestinese, serve ad aumentare il dibattito, anche social, sui reati sessuali. Viene associata alla proposta di legge su violenza differita e ai programmi di educazione emotiva nella scuola. È un caso pilota di comunicazione ansiogena per aprire al futuro ai farmaci del comportamento.
Gli investimenti in questa direzione sono in piena diffusione. A Valdagno il gruppo Donna Nuova offre un nuovo servizio di consulenza psicologica e legale su disagio, maltrattamento e violenza. Esso promuove corsi di difesa personale e gestione sportello in cittadella sociale. La sua filosofia e’ quella di rompere il muro di silenzio che nasconde il fenomeno.
Silenzio sul genocidio gasifero ed enfasi sul PATRIARCATO inteso come causa delle violenze sulle donne. Ecco i motivi reali del mainstream settimanale scorso.
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More than five thousand people during the torchlight procession to say “Enough” to violence against women.
The Giuly case is another example of anxiety-provoking communication. It aims to install on masses a new favorable vision on behavioral drugs.
martedì 21 novembre 2023
Piazza Maydan 2013
Piazza Maydan 2013
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In Maidan square ten years ago demonstrations took place leading to a coup. Western NGOs wanted to break down a Russian-Ukrainian agreement for energy and economic support.
Today's War in Ukraine is not at all about ordinary people who want democracy. No, it's only about power games and greed by big Western leaders.
mercoledì 15 novembre 2023
Almerighi. Embargo. Lobbies.
La lobby più forte in Italia è quella dei petrolieri. Inverno 1973 dopo la decisione dei paesi arabi produttori di petrolio in risposta alla guerra del Kippur di aumentare vertiginosamente i prezzi del petrolio, decisione che venne presa il 10 novembre 1973, le pompe di benzina erano vuote. Era l’embargo petrolifero.
Il pretore Mario ALMERIGHI ordinò le prime intercettazioni
tra vari responsabili di depositi di petrolio italiani partendo da Genova e
scoprì che i serbatoi, al contrario di ciò che si raccontava, erano pieni a
tappo.
I rivenditori di carburante tenevano i magazzini pieni per
farne “gravitare” i prezzi. Iniziarono perquisizioni dalla ditta Garrone spa e
da lì si giunse ad un gigantesco sistema di corruzione che coinvolgeva società
petrolifere e partiti politici. Venne messa in luce l’esistenza di un accordo
in base al quale ogni intervento legislativo che aumentasse i prezzi veniva
premiato con una tangente del 5% sui maggiori proventi previsti.
Venivano usati trucchi e disinformazione per fare ingoiare
gli aumenti alla gente. L’austerity fu quindi un sistema di alleanza perfetta
tra lobbisti e lobbizzati del petrolio. Le due parti però non andavano d’amore
e d’accordo. I serbatoi venivano sigillati solo se il governo tardava ad
aumentare la benzina. E per ammortizzare i colpi vennero create società
finanziarie statali che avevano come scopo l’anticipazione degli importi dovuti
per poi farseli restituire dai debitori con gli interessi.
Caduto il Governo “Rumor quattro” un’apposita commissione
parlamentare decretò la prescrizione dei fatti per Andreotti e Ferrari Aggradi
e archiviò altri casi. Alla fine in cinque anni venne tutto risolto.
Nel frattempo tra il 73 e il 79 si sviluppò un nuovo
traffico clandestino di prodotti petroliferi questa volta attraverso collusioni
con poteri criminali ed occulti. Infine, tanto per non farci mancare niente,
tutto finì col divieto ai pretori di disporre intercettazioni telefoniche.
sabato 11 novembre 2023
Kurdistan
La vicenda del Kurdistan è una storia di
resistenza ed autodeterminazione ancor’oggi in atto.
Storia
Il popolo curdo lascia tracce della propria esistenza nelle terre delle attuali
Turchia, Iran, Iraq e Siria sin dal 2400 a.C. Si possono individuare quattro
ere fondamentale: Impero Acmenide (728 – 330 a.C.); era Islamica con autonomia
Abbaside (settimo – quindicesimo secolo) e Impero Ottomano sedicesimo/ventesimo
secolo. In ciascuna di queste ere la popolazione curda ha esercitato la propria
autonomia identitaria e politico/amministrativa.
Nell’epoca attuale dalla caduta dell’impero Ottomano, il popolo lotta attivamente
per il riconoscimento e l’autogoverno affrontando le sfide della repressione
politica, culturale anche con la lotta armata.
Identità
Le principali caratteristiche identitarie sono in primis la Lingua Curda (con
vari dialetti regionali), seguita da musica e danza (con specifiche tipologie
di tamburo e flauto) e vestiti tradizionali. Un senso di comunità molto
solidale e l’unità familiare caratterizzano la vita sociale mentre la religiosità é
diversificata (maggioranza musulmana sunnita con minoranze regionali sciita,
cristianesimo ortodosso e anche cattolicesimo). Ciò costituisce una
caratteristica distintiva della società curda. Infine la cucina curda si
caratterizza per le verdure ripiene in kebab, dolmar e bulgur, con piatti di
agnello e manzo.
Fino al 1923 era viva nel contesto internazionale l’idea relativa alla costituzione
di uno Stato Curdo Indipendente e Sovrano. Ma con il consolidamento delle
Repubblica di Mustafa Kemal Ataturk venne accantonato. La Società delle Nazioni
dette mandato alla Gran Bretagna di amministrare la parte di territorio oggi
irachena con la promessa di autonomia amministrativa, ma nel 1925 l’aeronautica inglese bombardò le città e i villaggi curdi che reclamavano l’indipendenza..
Situazione geopolitica
Tutt’oggi la Turchia ha circa 12
Milioni di curdi sul proprio territorio ma non li riconosce e la stessa parola
Kurdistan venne, con apposito provvedimento, cancellata dai dizionari. I curdi
iracheni hanno sempre portato avanti tentativi di rivolta nazionalista fino al
1970.
L’Iran pre – Komeini ha finanziato
e fornito armi alle minoranze curde irachene.
Durante la guerra Iran/Iraq Saddam Hussein ha represso i curdi perché non
combattevano contro i fratelli iraniani arrivando all’attacco chimico di Halabja
avvenuto nel Marzo 1988 con migliaia di
vittime. Alla fine della guerra che porto alla caduta di Saddam Hussein il
nuovo governo ha costituito un Governo Regionale del Kurdistan in attuazione di un accordo tra USA e PDK (Partito Democratico Kurdo). Cio’
è stato reso possibile anche dalla
regolazione dei rapporti interni tra le varie entità curde che è intervenuta dopo che era stato messo fuori gioco
Ochalan. Costui era il capo del PKK (Partito Comunista Curdo) e la sua cattura è stata realizzata dai turchi il 15 Febbraio 1999.
La posizione dell’ONU sulla questione curda risente dell’approccio statunitense dopo che, nel 2009, il Consiglio
per i Diritti Umani ha adottato un documento di condanna delle “Persecuzioni e
Discriminazioni contro i cittadini curdi in Siria”.
I curdi siriani hanno reagito e combattuto contro la occupazione di ISIS.
In conclusione
Osservo che la popolazione kurda soffre delle pesanti strumentalizzazioni
internazionali che tendono ad usare le minoranze combattenti per i propri fini
geostrategici. Spero pertanto che il nuovo mondo multipolare saprà riconoscere e
rispettare i diritti del popolo Kurdo consentendone la determinazione del
proprio destino come nazione indipendente.
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The Kurdish population is really feeling the weight of international poker using them to theyr own geostrategic goals. They’re being used as pawns. I hope the new mulyipolar world will step up and aknowledge the rights of the Kurdish people, letting them decide their fate as an independent nation.
mercoledì 1 novembre 2023
Dieci anni da Piazza Majdan
Nel mese di Novembre 2013 a Kyev, in piazza Maydan inizia i ciclo di manifestazioni che portano al golpe dell’anno successivo e alla attuale guerra.
Ora, per comprenderne le cause stando fuori dalle beghe propagandistiche occorre comprendere che il travaglio dell’Ucraina post sovietica non è affatto legato alle domande di democrazia da parte del popolo bensì alle sue specificità geopolitiche.
In particolare il fatto che il territorio dell’Ucraina, pur rappresentando lo 0,4% della superficie terrestre, ospita un quarto secco delle “terre nere“ del mondo e la produzione nonché il prezzo del grano ne sono fortemente condizionate. Le multinazionali occidentali infatti puntano all’acquisto della maggior parte della produzione annuale di grano ucraino a fini di aggiotaggio. Un’altra parte significativa della produzione globale deriva invece dal territorio russo e su questa quota di grano non agiscono le manovre speculative favorendone l’acquisto da parte dei paesi poveri. Le multinazionali occidentali percepiscono questa quota come una “sottrazione” alle potenzialità di mercato e la vertenza non ha mai trovato una soluzione soddisfacente in sede WTO.
Dal canto suo la Russia non dispone di basi marittime volte ad occidente e deve appoggiarsi alle basi portuali della Siria e della Crimea. Pertanto anche dopo lo scioglimento della Unione Sovietica ha sempre tenuto a consolidare un regime di interdipendenza con le risorse ucraine favorendone il sostegno finanziario. Ma a differenza del FMI i prestiti russi non sono accompagnati da rigide condizioni.
Oltre a questo nel 2014 risultavano attive 9000 miniere che alimentavano il 5% delle scorte mondiali di carbone, ferro, ghisa e acciaio. E il valore di queste ricchezze si aggirava intorno agli 11 trilioni di dollari.
In questo quadro il balletto dei finanziamenti occidentali è legato alle prospettive di cessione dei diritti di sfruttamento da parte delle multinazionali occidentali, ad esempio il grano per la Monsanto. L’uomo del monte ha detto che vuole quel grano e le tecnocrazie sovranazionali dell’occidente si prodigano nello sforzo di farglielo ottenere. Tutto qui.
2
I violenti scontri di piazza Majdan a Kyev portarono quindi alla caduta di JANUKOVIC il 22 Febbraio 2014. Successivamente partì il processo che portò all’indipendenza della Crimea con l’annessione alla Russia dell’11 Marzo 2014.
Ma occorre però comprendere che tali scontri si acuirono pesantemente con la sospensione dell’accordo di libero scambio con la UE; Janukovic infatti IL 26 Novembre del 2013 decise di sospendere il processo di integrazione con la UE la cui clausola principale sarebbe stata relativa all’adeguamento del prezzo dell’energia al mercato internazionale. Con quella scelta Janukovic riteneva di proteggere l’industria ucraina dalla recessione. Con la fine del regime di protezione statale dei prezzi energetici si profilavano infatti rischi pesanti per la competitività dell’apparato industriale.
In questa situazione diventava decisamente più conveniente l’offerta russa che considerava il prestito di 15 MLD di dollari e bassi prezzi per gas e inizialmente l’atteggiamento di Janukovic fu di ignorare le istanze dimissionarie dell’opposizione parlamentare e reprimere le proteste di piazza.
Ma l’otto dicembre, quando Janukovic si apprestava a firmare un nuovo accordo con Putin, migliaia di attivisti tornarono in piazza chiedendo l’adesione ucraina alla UE. Secondo vari osservatori indipendenti in quelle manifestazioni vi erano soprattutto attivisti di ONG finanziate dall’ occidente e le dimissioni furono forzate da una grave spirale di violenza caratterizzata dall’intervento sistematico di cecchini nelle manifestazioni che ebbe il suo apice tra il 18 e il 20 febbraio 2014.
Durante un incendio doloso vennero esplosi numerosi colpi di fucile causando la morte di settanta dimostranti e diciassette agenti delle forze dell’ordine. Ma secondo le perizie medico legali sia i manifestanti che i poliziotti vennero uccisi dallo stesso tipo di pallottole e con le stesse angolazioni di fuoco.
Si trattò pertanto di un piano di manipolazione degli scontri di piazza che era già stato preparato anni prima negli ambienti della estrema destra filooccidentale. La protesta di piazza serviva a sollevare l’opinione pubblica contro Janukovic e il cecchinaggio per rovinare esasperatamente la sua reputazione scaricando su di lui la responsabilità dei massacri.
Questo è il colpo di stato ucraino del 2014.
Il 27 Febbraio il parlamento approvò la nomina a Primo Ministro l’ex banchiere centrale Jatsenjuk ben visto dal FMI. Costui rilascia subito dichiarazioni che si appellano ad una manovra di stabilizzazione finalizzata all’ottenimento del sostegno finanziario dal FMI nonché all’allontanamento della propria nazione dalla sfera di influenza russa.
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In Maidan square ten years ago demonstrations took place leading to a coup. Western NGOs wanted to break down a Russian-Ukrainian agreement for energy and economic support.
Today's War in Ukraine is not at all about ordinary people who want democracy. No, it's only about power games and greed by big Western leaders.
In November 2013, violent clashes began at Maidan Square in
Kyiv, leading to the fall of Yanukovych on February 22, 2014. This was
triggered by the suspension of a free trade agreement with the EU, sparking
protests. Yanukovych sought economic protection with Russia. His resignation
resulted from manipulated clashes, causing a crisis. Former banker Yatsenyuk
became Prime Minister, aiming for Western financial support and distancing from
Russia.
Ukraine possesses valuable
agricultural and mineral resources, involving Western funding and Russian
interests.
Geopolitics, not just democracy, drove post-Soviet
Ukraine's turmoil.
Golpe argentino
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